Le vendite hanno prevalso oggi sui titoli di Stato dell'Eurozona, con i rendimenti in rialzo. A preoccupare gli investitori obbligazionari la possibilità di una riduzione del ritmo di acquisti del Qe pandemico della Bce da giugno e le aumentate prospettive di inflazione, che si sono già in parte concretizzate negli Stati Uniti. Il tasso di finanziamento del Bund decennale e' salito di un punto base a -0,10%, in allargamento a 123 punti base lo spread Btp/Bund
Secondo gli esperti, i rendimenti dei titoli di Stato aumenteranno ulteriormente, con la ripresa economica che ha messo a dura prova i portafogli a reddito fisso. Con la nuova amministrazione statunitense che annuncia generosi pacchetti di stimolo fiscale quasi di giorno in giorno e il prezzo del petrolio in aumento, le curve dei rendimenti si sono notevolmente accentuate, in particolare negli Stati Uniti. Secondo gli analisti, i titoli di Stato dei mercati sviluppati hanno perso il 4,50% da inizio anno, mentre le obbligazioni statunitensi indicizzate all'inflazione, note come TIPS, hanno perso l'1,86%.
La Bce, in ogni caso, non ha alcuna intenzione di terminare i programmi di acquisto a lungo termine perché questo significherebbe un rischio di instabilità, ed ogni variazione eventuale sarà annunciata per tempo. Lo ha detto l'economista ed ex vicepresidente della Bce Vitor Constancio, durante il Real Estate & Finance Summit, sottolineando che visto che "l'inflazione continuerà a rimanere sotto l'obiettivo della Bce, quindi la politica dovrebbe continuare a restare espansiva".
Oggi sul mercato primario è stata attiva la Germania, che ha collocato 3,360 miliardi di euro di Bund al 2031, con un tasso del -0,09%, il massimo da circa due anni.