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Shein, la valutazione cade di due terzi in vista dell’ipo a Londra. Ecco perché

Il colosso del fash fashion cinese, ora con sede a Singapore, aveva cercato l’ipo a Wall Street trovando forte resistenza. E da un anno cerca di quotarsi a Londra. Intanto gli azionisti tentano di vendere il titolo sul secondario a prezzi di saldo | La Cina mostra i muscoli a Wall Street: raro summit di Xi Jinping con i top manager del tech. E torna Jack Ma (Alibaba)

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La sede di Shein a Singapore (ph Shein official website)
La sede di Shein a Singapore (ph Shein official website)

Quanto vale veramente Shein, colosso cinese del fast fashion? Il gruppo specializzato in abiti e prodotti per la casa a prezzi low cost, ha toccato i massimi della valutazione nel 2022 per 100 miliardi di dollari in un round di finanziamento. E da circa un anno sta tentando di quotarsi a Londra. Ora, secondo fondi di Bloomberg, pare che il gruppo sia sotto pressione proprio sul tema della valutazione, scesa di due terzi dai massimi a circa 30 miliardi di dollari.

Le accuse 

Non pare facile per Shein quotarsi a Londra, il gruppo è stato accusato di avere una catena di approvvigionamento che usa pratiche di lavoro forzato. Organizzazioni che si occupano di difendere i diritti umani citano in particolare la vicenda della minoranza etnica degli uiguri, che nella provincia cinese dello Xinjiang sarebbe sottoposta a vessazioni.

A inizio gennaio, i manager del colosso della fast-fashion si sono rifiutati di rispondere alle domande dei parlamentari britannici sul rispetto dei diritti dei lavoratori e sulle modalità di approvvigionamento dei prodotti. L'audizione è avvenuta a seguito della diffusione di notizie secondo le quali Shein, fondata in Cina ma ora con sede a Singapore, si starebbe preparando ad essere quotata alla Borsa di Londra. Il debutto potrebbe avvenire nel primo trimestre di quest'anno.

Da Wall Street a Londra

La prima volta che Shein ha tentato di quotarsi è stato a Wall Street, trovando forti resistenze  a causa delle tensioni fra Usa e Cina sul tech e sui chip di intelligenza artificiale usati anche per la Difesa. Il colosso del fast fashion ha quindi reindirizzato la domanda di ipo a Londra l'anno scorso.

Shein è stata valutata 66 miliardi di dollari in un round di finanziamento nel 2023 e fino a 100 miliardi nel 2022. A gennaio si parlava ancora di 60 miliardi di valutazione, ma ora Bloomberg scrive che gli azionisti stanno cercando di vendere  le azioni sul mercato secondario a forte sconto.

I soci

Shein è diventata una delle startup più valutate al mondo grazie ad alti volumi di abiti e accessori venduti a prezzi stracciati. Fra gli investitori vi sono IDG Capital, Mubadala Investment C, Tiger Global Management e HongShan Capital (l’ex Sequoia Capital China).

Shein e la concorrente Temu, di proprietà di PDD Holdings, hanno attirato milioni di clienti negli Stati Uniti e in Unione Europea con prodotti economici spediti direttamente da fornitori cinesi, un’offerta allettante per combattere l’inflazione. E una forte concorrenza a gruppi come Amazon.

L’arrivo di Trump

Ma l’arrivo di Donald Trump alla presidenza Usa ha portato ad un irrigidimento nei confronti di gruppi come Shein e Temu che vendono a prezzi stracciati, con l’annuncio delle Poste Usa (poi mezzo ritirato) di bloccare la merce soggetta alla vecchia norma sui de minimis, ovvero dei beni di valore sotto gli 800 dollari e storicamente non soggetti a dazi. Un blocco durato poche ore tradotto poi nell’annuncio di controlli sui pacchi in arrivo dalla Cina in vista dei nuovi dazi annunciati da Trump a gennaio su tutte le merci in arrivo negli Usa. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 17/02/2025 09:40
Ultimo aggiornamento: 17/02/2025 10:59
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