BusinessSartoria Litrico ottiene lo status di marchio storico dal Mimit
Da John F. Kennedy a Nikita Khrushchev, la maison romana ha vestito protagonisti della politica e dello spettacolo internazionale, attraversando 75 anni di tailoring maschile
Sartoria Litrico entra nel registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale. La maison romana di tailoring maschile ha ottenuto l’iscrizione con provvedimento da agosto dell’Ufficio italiano brevetti e marchi del Mimit-ministero delle imprese e del Made in Italy, nell’anno in cui celebra i 75 anni dalla fondazione.
Il riconoscimento è arrivato al termine dell’istruttoria sulla documentazione presentata dall’azienda, che ha permesso di attestare almeno cinquant’anni di utilizzo effettivo e continuativo del marchio. Per ricostruirne la storia, Sartoria Litrico ha attinto al proprio archivio storico, già dichiarato nel 2008 di interesse storico particolarmente importante dalla competente soprintendenza archivistica. Il dossier ha raccolto oltre 200 documenti tra articoli di stampa, fotografie, pubblicazioni e carte ufficiali, seguendo anno dopo anno la presenza del marchio nella storia della moda italiana.
Fondata a Roma nel 1951 da Angelo Litrico, la maison ha sviluppato fin dalle origini una forte vocazione internazionale, contribuendo all’evoluzione dell’alta moda maschile italiana. Tra le tappe della sua storia figura la prima sfilata maschile in Unione Sovietica nel 1957. Tre anni più tardi, nel 1960, il nome della sartoria arrivò sulle cronache internazionali quando Nikita Khrushchev sbatté alle Nazioni Unite una scarpa realizzata su misura nell’atelier romano, in un episodio ripreso dalla stampa di 37 Paesi. Tra i clienti della maison figuravano anche John F. Kennedy, Josip Broz Tito, Juan Perón, Sandro Pertini, Richard Nixon, Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman. Sempre nel 1960 Litrico siglò con Lebole il primo accordo di licenza nel menswear italiano, contribuendo allo sviluppo del prêt-à-porter maschile. Tra il 1959 e il 1962, inoltre, Angelo Litrico disegnò le divise Agip su incarico di Enrico Mattei.
«Questo riconoscimento è prezioso perché attribuisce una dimensione istituzionale a una storia che la nostra famiglia custodisce da settantacinque anni», commenta Luca Litrico, erede della maison. L’iscrizione nel registro si aggiunge così alla tutela dell’archivio e rafforza il percorso della maison nella valorizzazione del proprio patrimonio storico e produttivo. (riproduzione riservata)
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