BusinessPitti uomo al via con 740 brand
Dal 16 al 19 giugno, il salone fiorentino torna in scena con la sua edizione 110. «Ci rivolgiamo a nuovi buyer dando spazio a categorie come activewear e profumi», sottolinea a MFF Ivano Cauli, al debutto come ceo di Pitti immagine. Il 2026 rimane ancora complesso per la geopolitica

Conquistare nuovi buyer internazionali, giocare la carta dell’interazione tra categorie di prodotto diverse come l’activewear e la profumeria e puntare sulla ricerca di brand che catturino l’attenzione del mercato. Queste sono, in sintesi, le sfide di Pitti uomo che dà il via oggi alla sua edizione 110, in scena fino a venerdì negli spazi di Fortezza da basso con le proposte primavera-estate 2027 di 740 brand, di cui il 44% internazionali da 30 paesi diversi. «Lo spirito che registriamo è buono, considerando le difficoltà presenti soprattutto sui mercati internazionali», sottolinea a MFF Ivano Cauli, al suo debutto in fiera nel ruolo di amministratore delegato di Pitti immagine. «Anche la nostra campagna di scouting è stata positiva. Quello che ci aspettiamo è replicare l’entusiasmo che abbiamo riscontrato a gennaio. Quello che stiamo facendo è puntare sui buyer internazionali, quindi siamo andati in ogni angolo del mondo a fare un’attività di pr, di raccolta, di invito e devo dire che è andata bene. Grazie al supporto economico di Ice cerchiamo di creare un buon clima in fortezza con tante presenze dall’estero che credo sia ciò che si aspettano poi i nostri espositori».
In particolare, Cauli ha sottolineato l’afflusso di compratori dai mercati asiatici oltre che da nord e sud America, oltre che da mercati europei particolarmente dinamici e non scontati come la Polonia. «È importante, in questo contesto macroeconomico, coprire tutto il globo, per cercare di capire qual è l’angolo di mondo migliore. L’altro tema è cercare di offrire è una chiave di lettura di come evolve il mercato della moda spaziando in ambiti complementari come il mondo della profumeria e della cosmetica oltre all’activewear perché oggi, anche nello sport, le persone vogliono esprimere se stesse». Non a caso questa edizione conferma il ritorno della sezione Hi beauty, dedicata alla profumeria di ricerca, oltre a una trasformazione della sezione active I go out. «I buyer, oggi più che mai, cercano qualcosa di nuovo, qualcosa che sia esca da questo rumore di fondo dell’offerta, un prodotto fatto molto bene e col prezzo giusto, in un frangente storico in cui i margini si sono assottigliati tantissimo», ha precisato Cauli. «In questa direzione vanno anche le attività che facciamo con i nuovi designer, con le avanguardie».

A questo proposito, il salone avrà come special guest tre designer dal profilo diverso, con caratteristiche peculiari ben definite. Da Simone Rocha, founder e creative director del brand che porta il suo nome, in scena giovedì al Teatro della Pergola a Dsm Kei Ninomiya, prima etichetta a firma Dover street market interpretata da Kei Ninomiya, stilista giapponese alla guida di Noir Kei Ninomiya, label cresciuta sotto l’egida di Comme des garçons che sfilerà domani sera al Complesso di Sant’Orsola fino Jiyongkim, brand che porta il nome del designer sudcoreano Jiyong Kim, che presenterà domani alle 12. Inevitabile qualche preoccupazione legata alla guerra in Iran, che ha portato a una frenata del Medio Oriente, oltre che il tema dazi. «È una combo esplosiva e abbiamo misurato due fattori», prosegue Cauli. «Da un lato c’è un elemento di rassegnazione, perché ormai ci si domanda cosa ci sarà di nuovo, quale sarà la prossima crisi. Aver avuto quel blocco in un momento in cui l’area del Golfo Persico andava molto bene ha fatto sì che ci fossero tutti i magazzini pieni. Queste operazioni, fatte sempre in emergenza e senza aver chiara la situazione, destabilizzano completamente qualsiasi capacità di pianificazione del business. L’altro aspetto è quello legato all’aumento dei prezzi».
Qual è allora la scommessa di una manifestazione come Pitti oggi? «La nostra sfida è mantenere alto il livello, puntare tutto sulla ricerca, sull’alta qualità della nostra selezione. Oltre al fatto di attrarre sempre più nuovi player, buyer giovani che si affacciano a questo mercato, che stanno facendo bene e che magari non consideravano Pitti in passato. Pitti deve diventare un luogo di confronto anche fuori dalla manifestazione, con una condivisione di quelli che sono punti di vista, dati di mercato, in modo tale che si crea un rapporto continuativo». Per favorire ciò è fondamentale consolidare l’asse Firenze-Milano-Parigi. «La pianificazione delle date è sempre fatta in coordinamento con Parigi e con Milano, perché veniamo incontro ai bisogni del buyer, misuriamo bene il suo viaggio, perché le risorse sono ormai contenute per tutti. I tre momenti funzionano molto bene e dovranno continuare a performare positivamente», ha concluso l’ad. (riproduzione riservata)
- Genera un report programmato sugli sviluppi del settore della moda internazionale, con focus su eventi fieristici.
- Quali sono le principali tendenze emerse per la primavera-estate 2027 nel settore activewear?
- Cosa si intende per "dazi" e come influenzano il commercio internazionale di prodotti di moda?