BusinessLvmh sempre più a sconto: è ora di uno spinoff dei marchi? Che cosa si aspettano i mercati
Dai massimi del 2023, il titolo Lvmh ha perso metà della capitalizzazione e continua a scendere. Tanto che gli analisti parlano di sconto sulla holding. Sono oltre 75 i marchi in portafoglio e alcuni potrebbero essere pronti per una cessione o quotazione
Il titolo Lvmh, punto di riferimento della borsa di Parigi e del settore azionario europeo, sta affrontando un periodo di crisi che attraversa larga parte del settore del lusso. Un segmento uscito bene anche dal Covid, ma che oggi si trova stretto fra due spinte contrapposte. Da un lato il calo strutturale degli acquisti in Cina dovuto ad una crescita rallentata della seconda economia mondiale e ad una maggiore propensione ad acquistare marchi locali, dall’altro i dazi Usa sull’Europa.
Il titolo oggi scambia a 464 euro per 230 miliardi di capitalizzazione, in calo del 27% da inizio 2025, -35% negli ultimi 12 mesi, mentre è positivo per il 15% rispetto ai livelli 2020. Dopo aver dominato per anni l’universo del lusso grazie a una forte campagna di acquisizioni e a una gestione rigorosa, il fondatore Bernard Arnault si trova oggi a fronteggiare una serie di ostacoli interni ed esterni. «Le criticità emerse nelle controllate Dior e Moët Hennessy, unite alla perdita di slancio di Louis Vuitton hanno acceso i riflettori sulla complessità del gruppo», emerge da un’analisi di Bloomberg. Non a caso, sempre più investitori e broker parlano di uno «sconto a livello di gruppo» (una sorta di sconto di holding) che penalizza il titolo Lvmh in borsa rispetto a concorrenti più focalizzati come Hermès.
Multipli a confronto
Hermès, infatti, viene scambiato a circa 50 volte gli utili, rispetto alle 20 volte di Lvmh. «Finché Lvmh cresceva in modo significativo, gli investitori non erano troppo preoccupati dalla struttura del gruppo, ma quando i tempi si fanno difficili, i mercati ti penalizzano con uno sconto sul conglomerato», il commento di Ariane Hayate, gestore di Edmond de Rothschild Asset Management. Il gruppo, aggiunge, dovrebbe «effettuare una revisione del portafoglio». Nell'ultimo anno, Lvmh ha venduto marchi meno redditizi come Off-White e Stella McCartney e i mercati si aspettano che continuerà i brand in portafoglio, in particolare nella divisione vini e liquori.
Un impero sotto pressione
Le azioni Lvmh hanno perso quasi la metà del valore rispetto al picco dell’aprile 2023, cancellando 221 miliardi di capitalizzazione. E il titolo non rappresenta più la società più preziosa in Francia, oggi superata da Hermès, (che Arnault aveva tentato di acquisire), né uno dei primi tre gruppi in Europa.
Ma il problema va oltre i numeri. Il focus ora degli analisti è come vengono gestiti gli oltre 75 marchi, una struttura definita «a costellazione» che potrebbe presto diventare oggetto di razionalizzazione strategica attraverso un'operazione di spinoff selettivo.
Sephora e Moët Hennessy nel mirino
Due i candidati principali ad un’operazione strategica sarebbero Sephora e la divisione Moët Hennessy, entrambe considerate potenzialmente non-core rispetto al cuore fashion & leather del gruppo.
Sephora, colosso globale della cosmetica retail, era già stata valutata in vista di una quotazione ad Amsterdam nel 2021, mentre nel 2023 il partner Diageo aveva proposto di quotare Moët Hennessy (detiene al 34% delle quote). Entrambe le operazioni sono state congelate da Arnault, ma la crescente pressione degli investitori potrebbero rimetterle in gioco.
Sephora, un asset in crescita, ha un modello di business diverso da quello delle maison del lusso: gestione retail, margini più bassi e logiche operative più vicine alla grande distribuzione che all’haute couture. Un suo spinoff potrebbe attrarre investitori con profili diversi, valorizzare meglio l’asset e alleggerire la struttura del gruppo secondo gli analisti.
Anche Moët Hennessy, sotto stress per il calo delle vendite di Champagne e Cognac e la guerra commerciale tra Ue e Cina, sarebbe oggetto di valutazioni, secondo Bloomberg. Dopo l’uscita dell’amministratore delegato e l’annuncio del taglio del 13% della forza lavoro, il futuro della divisione appare incerto. Alcuni analisti suggeriscono un'operazione «fix-and-flip»: ristrutturazione, possibile fusione con un competitor, quindi quotazione.
Il tema della successione
L’incertezza più grande, però, riguarda il futuro della leadership. Arnault ha 76 anni e ha appena fatto estendere il limite d’età per il ceo a 85. Nonostante i cinque figli ricoprano ruoli apicali nel gruppo, non esiste un piano di successione esplicito. Il rischio percepito di una governance familiare senza direzione univoca è già oggetto di dibattito nei circoli finanziari, al punto da parlare di un vero e proprio «governance discount» sul titolo.
Delphine Arnault, unica figlia femmina, è stata posta alla guida di Dior, ma il marchio ha perso slancio, complice una strategia di prezzi ritenuta eccessiva e al tema in Italia legato all’uso di manodopera irregolare. Ristrutturare Dior – che rappresenta il 14% degli utili del gruppo, dietro a Louis Vuitton al 55%, secondo le stime di Hsbc – appare fondamentale per Lvmh. Per rilanciare la crescita, Arnault ha appena nominato Jonathan Anderson nuovo direttore creativo del marchio, con la supervisione delle collezioni donna, haute couture e uomo.
Alexandre, uno dei figli più esposti mediaticamente, è ora impegnato nel rilancio di Moët Hennessy dopo l’esperienza in Tiffany, con un debutto segnato da licenziamenti e cali di vendite.
Cosa aspettarsi ora?
Lvmh continua a produrre solidi risultati finanziari — oltre 10 miliardi di euro di free cash flow nel 2024 — ma i segnali di un cambiamento strutturale sono sempre più forti. Alcuni investitori chiedono esplicitamente una «portfolio review», auspicando cessioni di marchi minori o di intere divisioni.
In questo contesto, le ipotesi di spinoff possono diventare strumenti tattici per ridurre la complessità, attrarre capitali e ridefinire il posizionamento del gruppo. Dopo anni di crescita per accorpamento, potrebbe aprirsi una nuova fase di crescita per separazione. (riproduzione riservata)