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L’estero traina Reformation (+24%), ma Wall street è cauta

Il marchio di womenswear californiano, quotato sul Nyse a fine luglio, chiude il secondo trimestre con ricavi a 155 milioni di dollari. Il margine lordo e l’adjusted ebitda crescono a doppia cifra anche grazie alla performance positiva degli Stati Uniti (+21.3%). Ma dall’ipo il titolo ha perso oltre il 10%

di Giada Speri
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Il visual prodotto da Reformation in occasione della quotazione a Wall street (ph official website)
Il visual prodotto da Reformation in occasione della quotazione a Wall street (ph official website)

Reformation chiude il 21° trimestre consecutivo con crescita a doppia cifra. Il brand californiano di womenswear sostenibile archivia il secondo trimestre dell’anno con ricavi netti pari a 155 milioni di dollari (134 milioni di euro al cambio di oggi), in aumento del 24%, rispetto allo stesso periodo del 2025. A sostenere la performance sono stati i canali distributivi e le principali aree geografiche. La label si è quotata a Wall street il 30 luglio raccogliendo 210,9 milioni (pari a 181,7 milioni di euro) con un ipo fissato a 15 dollari (pari a circa 13 di euro) per azione. Tuttavia, da allora il titolo è sceso di oltre il 10%, dato che non compromette una possibile crescita nel breve periodo. 

Prosegue anche il miglioramento del gross margin, salito a 66,7% dal 64,4% del secondo trimestre del 2025 (+230 punti base). La crescita dei ricavi e il miglioramento della marginalità si sono riflessi sull’utile. Il net income è aumentato del 79,4% a 12,4 milioni (pari a 10,7 milioni di euro), pari a 0,23 dollari (pari a 0,20 di euro) per azione. Ancora più marcata la performance dell’adjusted ebitda, cresciuto del 53,9% a 25,4 milioni (pari a circa 22 milioni di euro). Le spese operative complessive sono aumentate del 24,4%, ma si sono mantenute in linea con il periodo precedente. 

Particolarmente di spicco la performance del business direct-to-consumer che ha segnato un incremento del 21,2% raggiungendo i 135,3 milioni di dollari (pari a 116,6 milioni di euro). Gli active costumers sono saliti al 22,9%, grazie al processo di fidelizzazione e all’acquisizione di nuovi clienti che ha però causato un aumento delle spese di marketing a 14,5 milioni (pari a 12,5 milioni di euro), a +28,8%. Anche le spese di vendita, generali e amministrative sono salite del 23,3% principalmente per l’incremento delle spese di spedizione, dai maggiori costi legati alla remunerazione azionaria e dall’apertura dei nuovi negozi. Nel trimestre Reformation ha inoltre aperto quattro nuovi store, portando a 70 il numero complessivo dei negozi a livello globale. Il canale wholesale ha registrato una forte crescita, con ricavi in aumento del 48,7% a 19,9 milioni (pari a circa 17,2 milioni di euro).

Sul fronte geografico, le net revenue internazionali sono salite del 36,8%, raggiungendo 31,2 milioni (pari a 26,9 milioni di euro) grazie allo spiccato sviluppo dei mercati strategici e dell’espansione della rete retail in Francia. Negli Stati Uniti, che rappresentano il principale mercato del gruppo, i ricavi sono aumentati del 21,3% a 124,0 milioni (pari a 106,8 milioni di euro).

Per quanto riguarda il versante patrimoniale, il marchio californiano ha archiviato il trimestre con disponibilità liquide e mezzi equivalenti pari a 76,6 milioni (pari a 66 milioni di euro), con un inventario pari a 81,8 milioni (pari a 70,5 milioni di euro), in aumento per effetto delle nuove aperture e dell’aumento dei volumi di vendita. Inoltre, il 17 giugno 2026 la società ha modificato il proprio Credit agreement, ottenendo ulteriori 92,0 milioni (pari a 79,3 milioni di euro) di term loans e prorogando la scadenza a giugno 2031. 

Per l’intero esercizio fiscale 2026, il management prevede ricavi netti compresi tra 602 e 606 milioni (tra 518,7 e 522 milioni di euro), corrispondenti a una crescita di circa il 18,6%-19,5% rispetto all’esercizio precedente. La società stima inoltre un margine dell’adjusted ebitda compreso tra il 14% e il 14,2% e investimenti in conto capitale tra circa 23 milioni e 27 milioni (pari a 19,8 e 23,3 milioni di euro). Il piano di sviluppo prevede da 15 a 16 nuove aperture di negozi nel corso dell’intero esercizio. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 11/09/2026 15:29
Ultimo aggiornamento: 11/09/2026 15:51
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