BusinessLubiam spinge sul made to measure
L’azienda mantovana investe sul supporto nelle boutique, dallo stock service al customized, per migliorare l’efficienza nel b2b. Il brand L.B.M. 1911 ha segnato ricavi a +23% in rete nel 2025, mentre Gabriele Pasini fa il suo debutto nella profumeria. «Lo sviluppo internazionale è una leva strategica per il gruppo», dice a MFF il ceo Edgardo Bianchi

«Per l’esercizio in corso miriamo a uno sviluppo sostenibile, fondato sul rafforzamento dell’export e sull’evoluzione del made to measure». Edgardo Bianchi, ceo di Lubiam, spiega così a MFF il momento dell’azienda mantovana, presente a Pitti uomo con alcuni dei suoi marchi di proprietà, come Luigi Bianchi sartoria e L.B.M. 1911, oltre a Gabriele Pasini, quest’ultimo in licenza. «Il 2025 è stato un anno di consolidamento, si è chiuso con ricavi in leggera flessione, in un contesto globale ancora complesso e caratterizzato da forte instabilità geopolitica e rallentamento dei consumi. Il focus di investimento per il 2026 vira sui servizi dedicati alle boutique, sul made to measure e sul made to order». Nel dettaglio, negli ultimi sei mesi lo stock service (che garantisce gli articoli sempre disponibili per il rifornimento ai negozi, ndr) ha più che raddoppiato i volumi, mentre il riassortimento stagionale di capi in taglia attraverso il made to order ha segnato un +47%, confermando la reattività da parte dei partner retail. Continua inoltre a crescere il made to measure.

Come spiega l’azienda, il su misura è un’esperienza costruita attorno al cliente finale, dalla scelta dei tessuti e delle finiture fino all’assistenza offerta durante trunk show ed eventi esclusivi in-store. «Il mercato internazionale rimane una leva strategica fondamentale per il gruppo», ha continuato il ceo. Oggi l’export vale il 46% del fatturato aziendale, guidato da Europa, Nord America, Asia e Middle East. «Per L.B.M.1911 registriamo performance positive in Canada, Germania, Svizzera, Corea del Sud e in diversi mercati dell’Est Europa come Ungheria, Croazia e Repubblica Ceca. Luigi Bianchi Sartoria continua a consolidarsi in Germania, Turchia e Asia». Giovanni Bianchi, direttore ufficio stile di Lubiam, ha poi aggiunto: «Chi sta performando di più? L.B.M.1911 è sicuramente uno dei più dinamici del gruppo. Ha una crescita significativa non solo sulla giacca, che resta il cuore del marchio, ma anche su categorie come maglieria e pantaloni.

Inoltre, nel 2025 le sue vendite e-commerce hanno registrato un +23%. Stiamo investendo anche sul progetto Duetto, che permette di ordinare giacca e pantalone in taglie differenti. Per Luigi Bianchi sartoria invece, le collezioni Luigi Bianchi cerimonia e Luigi Bianchi flirt avviate da alcuni mesi stanno registrando ottimi risultati, così come la linea Sartoria». Concludendo: «Per Gabriele Pasini stiamo lavorando a progetti speciali capaci di ampliare il racconto del brand verso mondi differenti, dal lifestyle alla profumeria». Quest’ultimo svelerà infatti a Pitti uomo il suo primo profumo Exclusive couture, sviluppato con la maison di fragranze Pantheon Roma per Zhor, catena di profumeria artistica e di nicchia. Alla kermesse fiorentina, Luigi Bianchi sartoria porta poi una collezione dall’eleganza essenziale, costruita su palette fredde, tono su tono, mentre L.B.M.1911 sviluppa una nuova idea di libertà sartoriale attraverso volumi fluidi, texture vive e layering. (riproduzione riservata)
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