BusinessLa moda italiana verso 91,3 miliardi nel 2026
Mentre lo scenario internazionale continua a pesare sul settore (-1,6%) e sull’export a -2,5%, la Milano fashion week porterà in scena 203 appuntamenti, di cui 61 sfilate, dal 22 al 28 settembre. Sarà aperta da Prada e chiusa da Armani. «Stimati 141 mila visitatori, oltre la metà stranieri», dichiara l’assessore Alessia Cappello. Attesa per il debutto di Loris Messina e Simone Rizzo da Moschino
«Milano si riconferma the place to be. Ha lavorato veramente bene, ce la giochiamo con Parigi. Si è posizionata come una città pazzesca nel mondo, ha fatto un percorso straordinario, le sue scuole di moda ospitano il 70% degli studenti stranieri. Speriamo che i prossimi mesi siano di miglioramento per la congiuntura del settore». Carlo Capasa, presidente di Cnmi-Camera nazionale della moda italiana, ha aperto con queste parole, martedì mattina a Palazzo Marino, la conferenza dedicata alla Milano fashion week women’s collection, in scena dal 22 al 28 settembre con 203 appuntamenti. Saranno 61 le sfilate, di cui 54 fisiche e 7 digitali, 88 presentazioni, di cui quattro su appuntamento, e 54 eventi.
Negli ultimi due anni sono stati solo quattro i mesi di crescita, trainati al ribasso dalla crisi dello scenario. Basti guardare agli Emirati Arabi scesi del 24,5%. Il 2026 è partito con un gennaio complicato, ma poi nel secondo trimestre ci sono stati segnali di ottimo miglioramento, che portano verso un 2026 in calo dell’1,6% per 91,3 miliardi e un export in calo del 2,5% per 84,5 miliardi, secondo i dati elaborati dal Fashion economic trends di Cnmi. Il report evidenzia che l’intero anno sarà condizionato da fattori imprevedibili di natura geopolitica che influenzeranno i prezzi internazionali dei prodotti energetici e di conseguenza l’inflazione e le politiche delle banche centrali. Il range di calo previsto per l’industria tricolore del fashion è quindi stimato tra l’1,5% e il 2%.
«Bisogna riconoscere il valore della moda, è uno strumento comunicativo straordinario. Oltre a trarre il beneficio dal turismo, in questi ultimi anni il capoluogo ha intensificato la liaison con il comparto e in questa direzione ci saranno ancora dei grandi vantaggi. Una sinergia che deve andare al di là del senso stretto dell’evento e delle sfilate, per continuare a ospitare al meglio gli operatori. Nel 2026 cercheremo di fare le cose al meglio», ha poi aggiunto il sindaco Giuseppe Sala. Gli fa eco Alessia Cappello, assessore allo sviluppo economico, moda e design: «Settembre sarà un mese record per i visitatori, che toccheranno quota 496 mila. La sola settimana della moda porterà 141 mila visitatori, di cui 78 mila stranieri. Senza dimenticare il successo del Gran premio di Monza, che potrà creare nuove occasioni per fare sistema anche con il mondo dell’automotive».
Entrando nel vivo degli eventi, la fashion week vedrà il debutto dei nuovi direttori creativi di Moschino, Loris Messina e Simone Rizzo, che sveleranno una collezione co-ed. Saranno presenti per la prima volta, con un défilé in schedule, i brand portoghesi Marques’Almeida e Miguel Vieira, ma anche le label Neithan Herbert e Victor-Hart. Tornano in calendario con una presentazione Alanui, Gherardini e La Perla al rilancio. «Ringrazio Prada e Giorgio Armani che apriranno e chiuderanno rispettivamente la fashion week, un simbolo del loro grande supporto», ha concluso Capasa. (riproduzione riservata)
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