Tabula esordisce con Etf sui corporate
Il nuovo emittente ha a disposizione una gamma di strategie obbligazionarie complesse, ma parte dalla semplicità
Si allarga ulteriormente l’elenco di Etf provider che listato prodotti indicizzati sul mercato italiano. In settimana si è così presentato al pubblico del bel Paese l’emittente Tabula IM, di nazionalità inglese e specializzato in strategie fixed income. La società ha a disposizione un ventaglio di prodotti a gestione sia attiva (i classici fondi) che passiva, e in ambito Etf l’obiettivo è offrire strategie non solo core, come quella presentata in settimana, ma anche di nicchia in quanto piuttosto complesse in termini di strategia sottostante. Che permettono di approcciare, sempre in ambito obbligazionario, fattori di rischio particolari e premi al rischio. Comprese strategie short (in grado di restituire performance positive in fasi di rialzo dei tassi di mercato, inversamente a quanto accade ai prezzi dei bond), esposizione ai CDS, scommesse su irripidimenti delle curve dei rendimenti, ma anche sottostanti indicizzati all’inflazione, soluzioni efficienti in ambito Solvency II, strategie ESG. Tabula è guidata da Michael Lytle, il fondatore dell’Etf provider Source che nel 2017 è stata acquistata da Invesco. L’arrivo di un emittente specializzato in strategie più o meno complesse in ambito obbligazionario è coerente con lo sviluppo dell’industria, in quanto gli Etf che guardano al fixed income stanno via via recuperando terreno rispetto alla ricchissima offerta in ambito azionario, ma gli spazi di crescita sono ad oggi enormi. L’Etf quotato in settimana presenta la particolarità di agganciarsi ad un indice che è rappresentativo dei corporate bond europei ad alto rating senza rischio di cambio, basandosi sulla metodologia del benchmark iTraxx Europe che raccoglie i 125 Credit Default Swaps di emittenti Investment Grade più liquidi del mercato europeo. D’altronde l’ondata di liquidità a favore dei corporate bond europei è stata ed è tuttora imponente, alimentata dal sostegno indiscriminato della Bce attraverso gli acquisti di strumenti principalmente di tipo investment grade. Tali dinamiche di mercato hanno già permesso una notevole compressione dei rendimenti a scadenza degli indici di riferimento, ma per ora ci si mantiene nel territorio dei rendimenti positivi, non così scontato guardando a cosa è accaduto alle emissioni governative. Tabula dichiara a tal proposito che l'80% dei titoli che rientrano nell’indice iTraxx IG Bond sono ammissibili al programma di acquisto di obbligazioni da 1350 miliardi di euro della Banca Centrale Europea. Sebbene i rendimenti a scadenza, come vedremo, sono bassi, ciò potrebbe non fungere da ostacolo a performance positive, in caso di ulteriore compressione degli yield nel segmento dei corporate bond. L’Etf Tabula iTraxx IG Bond mira a replicare l’indice iBoxx iTraxx Europe Bond (provider dell’indice è la società IHS Markit), che a sua volta offre esposizione alle obbligazioni societarie degli emittenti che compongono l'indice iTraxx Europe 5 anni. Si tratta di un indice molto liquido in quanto include esclusivamente obbligazioni denominate in euro con circolante minimo di 500 milioni di euro e scadenze comprese tra 3 e 7 anni (estesa a 1-10 anni se un emittente non ha obbligazioni nell'intervallo 3-7 anni). L'indice viene rivisto a marzo e settembre in linea con iTraxx Europe Main e le obbligazioni sono ponderate in modo tale che ciascun emittente abbia lo stesso peso nozionale e l'indice abbia una scadenza media di 5 anni. In termini di esposizione ESG si segnala che l’indice evidenzia attualmente il livello AA come MSCI ESG Rating, collocandosi al 99° percentile rispetto ai competitors obbligazionari europei. La replica dell’indice è fisica a campionamento, e il benchmark è composto oggi da 235 posizioni spalmate su poco più di un centinaio di emittenti. La duration dell’indice è di 4,7 anni, con un rendimento a scadenza lordo dello 0,35% annuo. Il rating più consistente è giustamente BBB (55%), seguito dal 34% di A e 5,5% di AA. Mentre in termini di Paesi la Francia domina con il 26%, seguita da UK al 22%, Germania al 15%, Paesi Bassi al 9%, etc. Non è però presente rischio di cambio in quanto le emissioni sono univocamente in euro. Grande importanza dei beni di con sumo (28%), seguiti da finanziari (26%), energetici (24%), tecnologici (15%), industriali (7%). La volatilità dell’indice è molto contenuta, prossima al 3,7% annuo calcolata sugli ultimi 5 anni. L’Etf è quindi adatto a coloro che intendono puntare su una ulteriore compressione dei fattori di rischio che sottendono ai bond europei, sapendo di esporsi a un sottostante non nervoso nei movimenti e a rendimento atteso contenuto. (riproduzione riservata)