Nuovo Etf pepato lanciato da Tabula
L’emittente punta alle obbligazioni asiatiche a basso rating e con filtri Esg, con alta esposizione all’immobiliare cinese
In tempi a dir poco sfidanti per i sottostanti obbligazionari, una via d’uscita per cavare rendimenti attesi interessanti è esasperare alcuni fattori di rischio. Gli Etf permettono di puntare a specifici fattori anche molto rischiosi, ma sempre mantenendo una elevata diversificazione in termini di emittenti. E la diversificazione viene più che mai utile in ambito corporate, a maggior ragione se il focus è sui titoli high yield, a basso rating e alta redditività potenziale. Un recente listing di notevole interesse, ma non adatto a tutti, è rappresentato dall’Etf Tabula Asia ex Japan HY USD ESG euro hedged, che mixa diversi elementi che permettono di puntare ad uno yield molto allettante. Il prodotto presenta oggi un rendimento potenziale (yield to maturity dei bond in portafoglio) dell’13,7% annuo lordo già considerando l’hedging valutario (che costa oggi circa lo 0,8% annuo), a fianco di una duration molto contenuta (2,78 anni). In estrema sintesi, tale invidiabile metrica arriva dall’indice che viene replicato, che punta alle emissioni societarie asiatiche a basso rating, ad esclusione del Giappone e con particolare focus sulla Cina. Tra gli elementi che invece tentano di dominare alcuni fattori di rischio si segnala la copertura valutaria e i filtri di sostenibilità adottati. L’indice replicato è l’iBoxx Msci Esg Usd Asia ex-Japan High Yield Capped, che misura la performance di un insieme di obbligazioni societarie a tasso fisso denominate in dollari Usa, con rating al di sotto del livello investment grade. Vengono esclusi nell’indice gli emittenti che non rientrano nei criteri di responsabilità sociale e sostenibilità degli investimenti, e l’Etf soddisfa quindi i criteri dell’articolo 8 della Sfdr. Per essere inserite nell’indice le obbligazioni devono rispettare una serie di requisiti, a partire dall’importo minimo nominale in emissione di 250 milioni di dollari. La scadenza residua dovrà inoltre essere superiore ad un anno e il rating di livello high yield, con valutazione minima CCC. Se sono disponibili i rating di due sole agenzie, si fa riferimento a quello più basso. L’emittente deve avere un rating Esg attribuito da Msci e successivamente verrà applicato un filtro Sri per escludere gli emittenti che presentano alcune criticità. Ad esempio, se sono attivi nei settori di alcol, tabacco, gioco d'azzardo, intrattenimento per adulti, organismi geneticamente modificati, energia nucleare, armi da fuoco per uso civile e armi militari. Oppure se più del 5% dei loro ricavi proviene da attività connesse all'estrazione del carbone, alla generazione di energia a base di carbone e di sabbie bituminose e gli emittenti che non hanno politiche o rating ESG, ma anche se sono coinvolti in controversie di tipo Esg a cui Msci ha assegnato un punteggio di livello red. I titoli che superano il filtro Sri ricevono una ponderazione nell’indice basata sul valore di mercato corretto per il rating Esg assegnato da Msci e il suo momentum ovvero le aspettative di mantenimento/variazione dello stesso rating Esg, e i pesi saranno infine normalizzati per arrivare al 100% dell’esposizione finale. La ponderazione di un singolo settore (ad esempio quello immobiliare) nell’indice non potrà superare il 50%, quella di un singolo emittente il 3%. Il rating medio dell’indice è BB (il 30% circa di bond in pancia all’Etf ha rating inferiore) ma è la allocazione geografica e settoriale a fare la differenza, e permettere di raggiungere gli invidiabili rendimenti attesi prima segnalati. La Cina vale il 56% del benchmark, seguita dal 20% scarso dell’India e quote minori di Indonesia, corea, etc. Mentre il comparto immobiliare vale oltre il 40% nell’indice, seguito dal 25% di finanziari, 15% di energia, 10% di industriali, etc. La metodologia di copertura contro il rischio di cambio dell’Etf si basa su contratti a termine (forward) a un mese, che di fatto annullano le oscillazioni dell’euro-dollaro. La volatilità annua dell’indice è vicina al 9% e sono presenti oggi 228 obbligazioni di 85 emittenti differenti. Il Ter non è contenuto (0,65% annuo), ma rispetto allo yield potenziale è poca cosa. Uno strumento interessante per gli investitori che non credono in un ulteriore tracollo del settore immobiliare cinese, visto il peso di questa componente nell’indice replicato. (riproduzione riservata)