Rize quota Etf su sicurezza informatica
Il tema della cybersecurity attira miliardi di dollari di investimenti ogni anno, e siamo solo all’inizio di questo mega-trend
Tra i recenti listing su ETFplus si segnala il recente lancio di un prodotto tematico ad alta attrattività, proposto da Rize Etf. Quest’ultimo è un nuovo player che si appoggia all’esperienza dei fondatori della piattaforma Canvas, che L&G IM ha acquistato da ETF Securities nel 2018. Il nuovo prodotto passivo, Rize Cybersecurity and Data Privacy Etf, ha come benchmark di riferimento l'indice Foxberry Tematica Research Cybersecurity & Data Privacy, che fornisce esposizione alle società che traggono ricavi significativi dalla fornitura di prodotti e servizi che proteggono gli individui e le organizzazioni dalle minacce informatiche. E’ sotto gli occhi di tutti la crescente minaccia di attacchi informatici, dalle violazioni dei dati sulla privacy e dall’impatto dell’evoluzione del contesto normativo. Si è già osservata una crescita importante degli investimenti globali nella sicurezza informatica, definita come la pratica di difesa di sistemi, reti, programmi, dispositivi e dati da attacchi informatici dannosi. I cyberattack sono di solito finalizzati all’accesso (e alla vendita), alla modifica o alla distruzione di informazioni sensibili; ad estorcere denaro agli utenti; o ad interrompere i normali processi aziendali. Nel mondo sempre più digitalizzato di oggi, la quantità di dati disponibili, utilizzati e condivisi continua a crescere così come il numero e la tipologia di dispositivi collegati. Per le persone la connettività digitalizzata facilita le transazioni, rendendole rapide e comode, per imprese e istituzioni viene utilizzata per aumentare l’efficienza, ridurre i costi. Ma al crescere dell’utilizzo dei dati informatici, sia individui che imprese diventano via via più vulnerabili ai cyberattacchi. Nell’ottobre 2012 l’allora Segretario alla Difesa Usa annunciò che il Paese rischiava di dover far fronte ad un Cyber Pearl Harbor, sottolineando la crescente vulnerabilità nei confronti degli hacker da parte delle reti elettriche, sistemi di trasporto, reti finanziarie e persino il Governo. Ed infatti nel maggio 2017 il ransomware “WannaCry” si è di?uso in tutto il mondo in quello che è stato definito il peggiore attacco informatico della storia, prendendo di mira i computer con Microsoft Windows. E la scorsa estate alcuni hacker sono riusciti a mettere fuori uso i sistemi informatici di Lake City in Florida, riattivandolo solo dopo un lauto pagamento in bitcoin. Oltre agli investimenti per combattere gli attacchi informatici, le imprese stanno investendo somme ingenti sulle misure di sicurezza IT che rispondono alle nuove normative sulla privacy, come il GDPR europeo. Tutto questo si traduce in una sola cosa: investimenti in sicurezza informatica. Gli attacchi cibernetici stanno inoltre diventando sempre più frequenti e dannosi. Secondo la fonte IDC, la spesa mondiale per hardware, software e servizi relativi alla sicurezza è aumentata di oltre il 10% nel 2019, superando 100 miliardi di dollari, e continuerà a crescere raggiungendo 151,2 miliardi di dollari nel 2023. La cybersicurezza è quindi un mega-trend tematico di lungo termine e nella fattispecie l’Etf di Rize è costruito in collaborazione con la società Tematica Research, con sede a Washington D.C., che si appoggia ad un sistema di classificazione proprietario delle aziende che hanno dimostrato di avere ricavi dal settore della sicurezza informatica e della privacy dei dati. Non vi sono invece limitazioni in termini di settore, dimensione e area geografica. Un rischio aggiuntivo deriva dal fatto che diverse società sono small caps, aziende a piccola e media capitalizzazione e non big player, quotate su mercati esteri e quindi esposte al rischio di cambio oltre che ad una minore liquidità. Guardando ai dati di portafoglio, si evidenzia attualmente un paniere composto da 44 azioni, dove l’area dollaro Usa la fa da padrone in quanto vale più dell’80% del basket, con quote residuali di sterlina, yen, won coreano. Il Ter è fissato allo 0,45%, su livelli non elevati grazie ad un provider dell’indice meno blasonato rispetto ad altri nomi, e la replica del paniere è di tipo fisico completo. Come solitamente accade per i sottostanti ad alto potenziale non si guarda alla distribuzione dei dividendi, ma si preferisce accumulare gli eventuali proventi staccati dalle azioni in portafoglio. (riproduzione riservata)