Robotica tra i temi più performanti
Il tema della robotica mantiene una posizione dominante nell’ambito dei megatrend. Importante mantenerlo in portafoglio a lungo.
Tra i cosiddetti mega-trend, il tema della robotica rimane tra i più gettonati. Non è un caso che recentemente gli Etf emessi da ETF Securities inerenti la robotica e la sicurezza informatica abbiano superato il miliardo di dollari americani di patrimonio a livello europeo. La sostenibilità degli investimenti nel tema della robotica continua ad essere altissima, confermata dai margini di espansione dell’industria ad essa correlata, che può essere considerata parte del più esteso settore della tecnologia. La rivoluzione tecnologica in atto (e soprattutto a venire) sta avendo già ora un impatto significativo sull’economia globale, e stimolando possibilità di investimento remunerative. L’associato tema d’investimento tramite Etf permette di cogliere le opportunità generate dalle aziende attive in specifiche aree tecnologiche, come la nanotecnologia, la robotica di produzione e la tecnologia portatile, etc. Una ricerca di Boston Consulting Group ha evidenziato che la crescita annua stimata per il prossimo decennio del mercato globale della robotica si attesta attorno al 10%, e tale contesto può essere a sua volta scisso in tre sotto-categorie: automazione industriale, applicazioni per i consumatori, tecnologie di assistenza. Investire in robotica non significa quindi puntare solo su elementi industriali, ma posizionarsi anche su fattori che diverranno parte integrante della nostra vita quotidiana. Basti pensare alla tecnologia per la guida automatica, alle stampanti in 3D, alla domotica., all’uso dei robot in ambito medico-sanitario e domestico. In questa occasione, agganciandosi a quanto appena evidenziato, analizziamo le caratteristiche del prodotto ETFS Robo-Stoxx Global Robotis and Automation. Il fornitore dell’indice è Solactive, sulla base di un sistema esclusivo di classificazione del settore automazione e robotica, che esula dagli standard GICS. L’indice ingloba un paniere composto oggi da 83 azioni mondiali, per la maggior parte rappresentate da piccole e medie aziende ad elevata potenzialità, società che operano nel settore automazione e robotica globale. L’indice adotta un approccio equamente ponderato su due livelli e distingue tra i “pure play” nel campo della robotica (ovvero i titoli guida nel settore, che rappresentano il 40% dell’indice) e le società che operano parzialmente nella robotica (circa il 60% dell’indice). I titoli che compongono l’indice vengono riesaminati e ribilanciati su base trimestrale. L’equiponderazione dei singoli titoli permette peraltro di evitare possibili bolle legate alla dinamica di alcuni big caps. L’universo originario da cui vengono estratte le società che compongono l’indice è composto da un migliaio di aziende. Attualmente i titoli inseriti in portafoglio presentano un P/E medio di 27,5, abbastanza elevato rispetto all’intero mercato per via delle notevoli performance espresse negli ultimi anni. Ma questa forma di investimento non va valutata in chiave tattica quanto strategica, con un orizzonte preferibilmente di almeno cinque anni. In termini di sub-sectors, l’automazione industriale pesa per quasi il 30%, seguita dal 17% della componente computer e processori. Importante anche la rappresentatività degli elementi sensoriali (9%) e della logistica (9%), al pari delle componenti health care. La stampa 3D incide per il 4% del paniere. Mentre in termini di Paesi il 43% è rappresentato da società Usa, seguite dal 27% del Giappone e dal 6% alla Germania. Le società blue chips, ad alta capitalizzazione, contano per il 24% dell’indice, seguite dal 26% delle small caps e dal 50% delle mid caps. Inserire in portafoglio questo Etf implica quindi, indirettamente l’esposizione al fattore Size, con focus particolare su società mondiali a media capitalizzazione. I single names più importanti sono Aerovironment (droni), Accuray e Intuitive Surgical (tecnologia medica), Rockwell Automation (automazione industriale). Il TER è dello 0.8% annuo, in riduzione rispetto ai valori iniziali. In termini di dinamica dei prezzi, la volatilità rimane importante, ma le performance durante le fasi espansive dei mercati più che compensano il rischio di un portafoglio relativamente concentrato di titoli high tech. Il rischio di cambio è altresì presente, per via dell’alta esposizione a titoli non denominati in euro, in particolare dollaro Usa e Yen giapponese. (riproduzione riservata)