Exane, cedole mensili condizionate con memoria
I premi eventualmente non pagati potranno essere recuperati alla prima occasione utile. Esercizio anticipato attivo dal sesto mese
Alberto Micheli
21/09/2019
Exane Derivatives ha emesso mercoledì scorso, 18 settembre, una nuova serie di certificati Crescendo Rendimento Memory Autocall Step Down, che contestualmente è stata ammessa a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Il prodotto è approdato sul mercato secondario senza una preventiva fase di collocamento: il suo prezzo di emissione, pari a 1.000 euro, non incorpora quindi alcun costo di distribuzione.
Struttura e funzionamento. Il prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è il titolo domestico Intesa SanPaolo. In relazione a come si muoverà l’azione nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance del titolo, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso dello stesso, alla data di valutazione finale. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale iniziale stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di tre anni (4 ottobre 2023), che sarà però accompagnata da ben 30 finestre mensili di possibile esercizio anticipato, che si arriveranno a partire dal sesto mese (23 marzo 2020). Se in una di queste date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico al suo valore nominale (1.000 euro). Perché l’esercizio anticipato risulti verificato, il sottostante non dovrà chiudere al di sotto di una soglia limite che a sua volta sarà decrescente nel tempo: in particolare, ogni sei mesi la cosiddetta “Barriera Europea di Rimborso Anticipato Mensile” si abbasserà di cinque punti, partendo dal 100% dello strike nelle prime sei date di valutazione (dal sesto all’11° mese) per arrivare fino all’80% nelle ultime sei finestre di esercizio (dal 30° al 35° mese). In questo modo, con il passare del tempo la condizione di rimborso anticipato sarà sempre meno restrittiva, rendendo più probabile la sua effettiva realizzazione. Sempre con cadenza mensile, ma partendo già dal prossimo 23 ottobre, il certificato potrà inoltre pagare una serie di cedole condizionate di ammontare pari a 6,70 euro (0,67% lordo mensile, circa l'8% annuo), che saranno però corrisposte nelle sole occasioni in cui Intesa SanPaolo chiuderà a un livello almeno pari al 70% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito il prossimo 23 settembre. Le cedole eventualmente non pagate potranno inoltre beneficiare del cosiddetto “effetto Memoria”, che permetterà di recuperare tali importi alla prima occasione utile, sempre al verificarsi della condizione di pagamento prevista. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, il rimborso del certificato sarà infine definito in base a due scenari alternativi: a) se Intesa SanPaolo non avrà maturato una perdita superiore al 40%, il prodotto sarà liquidato al suo valore nominale (1.000 euro), garantendo quindi il rimborso integrale del capitale iniziale; b) se il titolo bancario chiuderà invece al di sotto della cosiddetta " Barriera Europea di Protezione del Capitale a Scadenza”, posta al 60% dello strike, il certificato replicherà integralmente la performance negativa del sottostante.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi periodici rimanda alla realtà dei bond e il fatto che questi pagamenti siano condizionati è attenuato dalla presenza dell’effetto Memoria, che di fatto circoscrive la possibilità che alcuni premi non vengano incassati al solo scenario in cui Intesa SanPaolo dovesse chiudere con una perdita superiore al 30% a scadenza. Se questa condizione non sarà invece rispettata nelle date di valutazione intermedie, ci sarà infatti sempre la possibilità di recuperare i premi non pagati. Il rischio di perdita massima può invece allinearsi a quello di un investimento in azioni, tenendo presente che ai prezzi attuali la barriera sarebbe comunque collocata su un livello che Intesa SanPaolo non tocca da oltre sei anni. (riproduzione riservata)