Cedole annuali solo con il mercato positivo
Lo strumento di JPMorgan vincola il pagamento dei premi alla stessa condizione per l'esercizio anticipato. C'è l'effetto memoria.
Alberto Micheli
23/10/2021
Si chiuderà mercoledì prossimo (27 ottobre) la fase di collocamento di una nuova serie di Autocallable Barrier Phoenix certificates targati JPMorgan Structured Products, destinati alla quotazione sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana. Saranno emessi giovedì 11 novembre a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 3%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice Stoxx Global Select Dividend 100, un paniere composto da 100 titoli azionari selezionati tra Europa, America del Nord e Asia-Pacifico, con il più elevato rendimento atteso da dividendi. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare che sarà vincolato all’andamento del sottostante: non è invece prevista una partecipazione diretta alla performance dell’indice, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso dello stesso.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (11 novembre 2025), accompagnata da tre finestre annuali di possibile esercizio anticipato (11 novembre 2022, 13 novembre 2023 e 11 novembre 2024), in corrispondenza delle quali potrà essere liquidato anticipatamente al prezzo di emissione (1.000 euro) se in una delle relative date di osservazione (28 ottobre 2022, 30 ottobre 2023 e 28 ottobre 2024) il sottostante chiuderà a un livello almeno pari al suo valore iniziale, cioè avrà maturato una performance non negativa rispetto allo strike che sarà definito il prossimo 28 ottobre. Sempre con cadenza annuale, il certificato potrà inoltre pagare un premio lordo condizionato pari al 5,15%: tale importo sarà corrisposto se nelle stesse date di osservazione indicate in precedenza lo Stoxx Global Select Dividend 100 chiuderà a un livello almeno pari alla cosiddetta “barriera della cedola”, che peraltro coincide con quella per il rimborso anticipato. In sostanza, nel momento in cui l’indice di riferimento farà segnare una performance non negativa, il certificato sarà liquidato anticipatamente e contestualmente pagherà la cedola di competenza. Al contrario, l’investimento non si estinguerà né sarà pagato alcun importo parziale. A questo proposito va però messo in evidenza come tutte le cedole siano soggette a effetto memoria, per cui in caso di mancato esercizio, i premi non corrisposti saranno comunque accantonati per poter essere poi recuperati alla prima occasione utile. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) se il sottostante farà segnare una performance non negativa, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione e pagherà l’intero ammontare di cedole non incassate in precedenza, più un’ultima cedola di pari valore; b) se l’indice chiuderà invece in territorio negativo, ma non al di sotto della barriera posta al 70% dello strike, il certificato garantirà comunque il rimborso del valore nominale dello strumento (1.000 euro), che risulterà quindi protetto; c) se lo Stoxx Global Select Dividend 100 chiuderà infine al di sotto della barriera, avendo quindi maturato una perdita superiore al 30%, il certificato pagherà la stessa performance negativa del sottostante.
Rischio/rendimento. Questo certificato rappresenta il classico compromesso tra la realtà azionaria e quella obbligazionaria, anche se nell’occasione è molto più sbilanciato verso la prima. Il pagamento dei premi, per quanto tutelato dall’effetto memoria, è vincolato a uno scenario di mercato non negativo e quindi non ammette alcun margine in caso di moderato ribasso del sottostante. La protezione del capitale è inoltre circoscritta a un limite di perdita massima del 30%, che nell’arco dei quattro anni di durata dell’investimento non rappresenta un limite particolarmente generoso. L’opzione di esercizio anticipato offre invece un contributo positivo, in quanto rende variabile l’orizzonte temporale dell’investimento, offrendo all’investitore l’opportunità di puntare su uno scenario non negativo avendo diverse date obiettivo. (riproduzione riservata)