La Royal Commission for Riyadh City ha confermato l’assegnazione del contratto per l’estensione della Red Line della Metropolitana di Riyadh al consorzio guidato da Webuild e partecipato anche da Larsen & Toubro (India), Nesma (Arabia Saudita) e Alstom (Francia).
La commessa ha un valore complessivo di 2,8 miliardi di dollari (la quota di competenza di Webuild nel consorzio è pari a circa un terzo), secondo quanto appreso da milanofinanza.it.
Il progetto prevede la costruzione di 8,4 km di nuova linea metropolitana senza conducente a bordo, di cui 1,3 km in viadotto e i restanti 7,1 km in galleria, di cinque stazioni, di cui tre in sotterraneo, e di tutti i sistemi di segnalamento.
Tra gli obiettivi del progetto, c’è anche l’integrazione della nuova tratta con l’intero sistema di 6 linee driverless, inaugurato a Riyadh lo scorso dicembre, che si estende per 176 km e rappresenta uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi al mondo.
La nuova tratta nella metropolitana saudita aggiungerà due ulteriori stazioni alla King Saud University. Inoltre, servirà nuove aree in fase di sviluppo nella città di Riyadh e, in particolare, collegherà la Red Line esistente e la restante rete metropolitana con Diriyah, la prima capitale saudita e sito patrimonio mondiale Unesco, dove è in corso un importante progetto di sviluppo volto a trasformare l’area in un polo culturale e turistico di riferimento per la regione, preservandone la storia e l’architettura tradizionale Najd.
Webuild ha una presenza storica nel Regno Saudita, con le prime opere avviate nel 1966. A Riyadh il gruppo sta lavorando a diversi progetti, tra cui il mega parcheggio interrato da 10.500 posti auto per la Diriyah Gate Development Authority.
Tra quelli realizzati figurano il Kingdom Center di Riyadh, premiato con l’Emporis Skyscraper Award 2002 come miglior grattacielo al mondo per il design, più di 70 strutture sanitarie e l’impianto di dissalazione Shoaiba-3, realizzato da Fisia Italimpianti, controllata del gruppo specializzata nel trattamento acque e nella dissalazione.
Webuild vanta una solida esperienza nel settore delle metropolitane, con un track record che include la realizzazione di oltre 890 km di nuove linee su scala globale. Tra le più recenti inaugurazioni ci sono due nuove archeostazioni della Linea C della Metro di Roma, Porta Metronia e Colosseo/Fori Imperiali, l’ultima tratta della M4 di Milano e la Metro di Salonicco, prima linea driverless della Grecia.
Mentre tra i progetti in corso ci sono la Linea 15 Ovest e la Linea 16 del Grand Paris Express in Francia, la Linea 2 e la Linea 4 della Metro di Lima in Perù, il progetto Sydney Metro–Western Sydney International Airport in Australia. Infine in Italia ha in corso di ultimazione la stazione Capodichino della Linea 1 della Metro di Napoli e si è appena aggiudicata l’appalto per la costruzione della nuova Linea 10 della Metro di Napoli.
Banca Akros ricorda, tra l'altro, che la Royal Commission for Riyadh City ha lanciato una gara d’appalto per l’assegnazione della costruzione della linea 7 della metropolitana a settembre del 2024. La nuova linea avrà una lunghezza di 65 km e includerà 19 nuove stazioni. L’attuale scadenza per la presentazione delle offerte da parte dei consorzi è il prossimo 31 gennaio.
«Quella di oggi è una notizia positiva, anche se riteniamo che il contratto fosse già incluso nella raccolta ordini di Webuild pubblicata lo scorso 14 novembre del 2025», stimata a 9,3 miliardi di euro, quota che porta il totale dell’acquisizione di ordini del triennio 2023-2025 da parte del gruppo a 45 miliardi. Banca Akros ha un rating accumulate e un target price a 4,10 euro sul titolo Webuild.
A Piazza Affari il titolo Webuild ha chiuso la seduta del 13 gennaio in calo dello 0,28% a quota 3,518 euro. Attualmente il consenso Bloomberg vede 6 rating buy, 1 hold e 0 sell con un target price medio a 4,43 euro, un valore che implica un potenziale margine di apprezzamento del 26% circa. (riproduzione riservata)