Da inizio marzo gli investitori stranieri hanno venduto 63 miliardi di dollari di azioni statunitensi, secondo le stime degli strategist di Goldman Sachs, con la maggior parte dei deflussi provenienti dagli investitori europei, mentre altre regioni hanno continuato ad acquistarli. Questa dinamica rappresenta un rischio sostanziale per le valutazioni azionarie, poiché gli investitori stranieri sono entrati nel 2025 con una quota record del 18% di azioni statunitensi, a detta degli esperti.
I dati emergono da una nota della banca americana visionata da Bloomberg, dove viene sottolineato che dal 1980 si sono verificati altri 10 casi di vendite consistenti da parte di investitori stranieri, che però in media possedevano lo 0,6% del valore totale del mercato statunitense, o l'equivalente di circa 300 miliardi di dollari di oggi.
Secondo Goldman Sachs, quindi, ultimo episodio di vendite da parte di investitori esteri «è stato più breve e meno profondo rispetto alla media degli ultimi decenni». In passato, le azioni statunitensi sono state in grado di resistere ai deflussi dall'estero, salendo in 7 occasioni su 10, con le eccezioni del 1987, 1990 e 2022. (riproduzione riservata)