Seduta da mal di testa per i titoli bancari regionali americani e per Jefferies, travolti dai timori su nuovi prestiti deteriorati emersi a Wall Street. Le vendite, il 16 ottobre, si sono accentuate dopo che due istituti, Zions Bancorporation e Western Alliance, hanno annunciato problemi sullo stock dei crediti, riaccendendo i timori di una crisi più ampia nel settore.
Zions ha perso oltre il 13%, Western Alliance più del 10%, mentre l’Etf Spdr S&P Regional Banking (Kre) ha ceduto il 6%, con quasi tutti i titoli del paniere in rosso. La miccia è esplosa dopo la bancarotta di due società legate al settore auto, First Brands e Tricolor Holdings, che hanno acceso i riflettori sui prestiti più rischiosi e sull’opacità del mercato del private credit. Zions ha comunicato una consistente perdita su alcuni prestiti, mentre Western Alliance ha denunciato un caso di frode da parte di un cliente, cercando tuttavia di rassicurare il mercato sui target 2025.
«Anche se gli effetti finanziari sembrano limitati, gli investitori tendono a vendere subito e a fare domande dopo, specie in presenza di timori sul credito», ha commentato Anthony Elian, analista di JP Morgan.
Le preoccupazioni sono nate dal fallimento di First Brands e Tricolor Holdings, due gruppi del comparto auto. First Brands, produttore di componenti per veicoli, ha dichiarato bancarotta il mese scorso ed è ora sotto indagine del Dipartimento di Giustizia.
Jefferies, esposta al gruppo, ha perso oltre il 10% nella seduta di giovedì e oltre il 25% dall’inizio di ottobre, registrando il peggior mese dal marzo 2020. La banca d’investimento ha comunicato che i suoi hedge fund vantano crediti per 715 milioni di dollari verso società legate a First Brands. Anche la svizzera Ubs avrebbe un’esposizione di circa 500 milioni.
Zions e Western Alliance hanno avviato azioni legali per recuperare oltre 160 milioni di dollari erogati a diversi fondi gestiti dal gruppo Cantor Fitzgerald. Zions, con sede a Salt Lake City, ha citato in giudizio i fondi Cantor II e Cantor IV per 60 milioni di dollari erogati tramite linee di credito destinate all’acquisto di mutui commerciali in difficoltà. Western Alliance, con sede a Phoenix, punta invece a recuperare circa 100 milioni dal fondo Cantor Group V. L’avvocato Brandon Tran, legale dei gestori dei fondi Andrew Stupin e Gerald Marcil, ha respinto le accuse definendole «infondate e distorsive dei fatti», aggiungendo che «una volta esaminati tutti gli elementi, i nostri clienti saranno pienamente scagionati».
Lo scorso maggio, Cantor Fitzgerald, storica società di intermediazione, ha annunciato l’acquisizione di O’Connor, la divisione specializzata in hedge fund della banca svizzera Ubs. Un’operazione che voleva rafforzare il posizionamento di Cantor nel settore della gestione patrimoniale alternativa proseguendo un ciclo attivo di acquisizioni guidato dal presidente Brandon Lutnick, figlio di Howard Lutnick, ex ceo di Cantor e attuale Segretario al Commercio degli Stati Uniti.
«Quando si vede uno scarafaggio, probabilmente ce ne sono altri», ha commentato il ceo di JP Morgan, Jamie Dimon, in riferimento ai casi First Brands e Tricolor. La stessa JP Morgan, pur non esposta al primo gruppo, ha registrato una svalutazione di 170 milioni legata a Tricolor.
Secondo Wells Fargo, gli investitori stanno «cercando altri scarafaggi», mentre Pave Finance sottolinea che il mercato del credito privato è «talmente opaco da generare ondate di paura anche senza prove di un vero problema».
I recenti segnali di stress arrivano in un settore già provato dalla crisi bancaria del 2023, innescata dal collasso di Silicon Valley Bank. Le tensioni hanno colpito anche i grandi gestori alternativi: Blue Owl Capital ha perso oltre il 7%, Ares Management il 6%, Blackstone il 3%, Apollo oltre il 5% e Carlyle circa il 4%.
Le big bank hanno limitato le perdite: JP Morgan ha ceduto oltre il 2% e Bank of America il 3,5%. Il calo dei bancari regionali ha comunque pesato su Wall Street, con lo S&P 500 in chiusura negativa.
«Oggi il rischio per le banche è di natura specifica», ha spiegato Timothy Coffey di Janney Montgomery Scott. «Ma nel private credit, un peggioramento della qualità del credito o un’economia più debole potrebbero trasformarlo in un rischio sistemico». (riproduzione riservata)