
Con il V40, Vivo propone uno smartphone di fascia media dotati però di alcune caratteristiche tipiche di modelli di fascia più elevata, a partire dalla luminosità elevata del display e dalla resistenza ai liquidi certificata IP68. Basato su un design sottile, con uno spessore di 7,58 millimetri e un peso di 190 grammi, V40 presenta una cover posteriore in un materiale plastico con il gruppo ottico posteriore che non sporge troppo, tanto da essere abbastanza stabile se appoggiato su un piano anche senza custodia. Il display principale da 6,78 pollici, di tipo Oled con una frequenza di aggiornamento delle immagini variabile in modo dinamico da 60 a 120 Hz, ha mostrato nel corso della prova un’ottima visibilità anche in pieno sole grazie alla luminosità di picco di ben 4.500 candele per metro quadrato, un valore decisamente elevato specie per uno smartphone di fascia media come il V40, che ha un prezzo ufficiale di 599 euro nella versione con 8 GB di ram e 256 GB di memoria e 512 GB in quella con 12 GB di ram e 512 GB di memoria. La curvatura del display ai lati conferisce eleganza al display, raccordandosi al telaio in alluminio, ma nell’uso quotidiano può diminuire la precisione nell’uso delle app con comandi posti alle estremità dello schermo.
Le prestazioni sono affidate a un processore Qualcomm Snapdragon 7 Gen 3, un buon compromesso tra costo, prestazioni e consumo energetico che nel corso della prova ha mostrato di saper gestire in modo fluido più app in multitasking, mostrando limiti solo in caso di gaming con titoli impegnativi come Genshin Impact. I consumi limitati, uniti alla batteria da ben 5.380 mAh, hanno invece portato l’autonomia del Vivo V40 a livelli record, con la necessità di caricarlo ogni due giorni con un uso normale e in ogni caso ben oltre il limite della giornata anche in caso di uso intenso, gaming naturalmente escluso. Il sistema di ricarica, che non prevede opzioni wireless, prevede un massimo di 80 Watt con caricatori compatibili dal momento che, come ormai purtroppo prassi, non è previsto un alimentatore nella dotazione di serie, che comprende però una custodia in tinta con lo smartphone.

La sezione fotografica del Vivo V40 prevede una camera frontale con sensore da 50 megapixel e due camere posteriori, riunite nel gruppo ottico posto nella parte superiore sinistra, entrambe con sensore da 50 megapixel. La camera principale dispone di un obiettivo grandangolare con stabilizzazione ottica delle lenti ed è affiancata da un obiettivo ultra-grandangolare, entrambi messi a punto con la collaborazione di Zeiss. La camera principale ha mostrato di sapere catturare fotografie di qualità, con un’ottima fedeltà cromatica, anche in condizioni di luce scarsa o assente, a patto però di selezionare la modalità Notte nell’interfaccia, che non viene adottata automaticamente dal software. La definizione consente di andare a ingrandire parti degli scatti senza perdere in risoluzione in modo evidente, tanto che Vivo ha previsto uno zoom virtuale 2X andando a sfruttare la larghezza e la risoluzione del sensore che si è rivelato decisamente efficace, specie con luce ottimale.
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Risultati buoni anche per le foto catturate in condizioni di luce ottimali con l’obiettivo ultra-grandangolare, che ha mostrato però una perdita di nitidezza e risoluzione con luce scarsa, mentre la deformazione geometrica tipica di questi obiettivi è limitata e ben gestita a livello software. In mancanza di un obiettivo tele, Vivo ha sfruttato il sensore principale anche per gestire i ritratti tramite un’interfaccia software che simula la lunghezza focale tipica, 50 millimetri, aggiungendo anche quelle meno comuni di 35 e addirittura 24 millimetri, tutte con una simulazione della profondità di campo per sfocare lo sfondo che si è rivelata piacevole. Meno soddisfacenti i risultati con i video, che non hanno mostrato lo stesso livello qualitativo delle foto specie per quanto riguarda la fedeltà cromatica.
Vivo ha adottato una personalizzazione di Android 14, Funtouch OS, non troppo invasiva e ben personalizzabile secondo le preferenze individuali, ma ha assicurato solo due aggiornamenti di tipo major del software, decisamente pochi rispetto ai ben 7 anni assicurati da Google con il Pixel 8, che si conferma come un temibile competitor del Vivo 40 anche per via delle funzioni basate sull’intelligenza artificiale molto più numerose ed evolute. (riproduzione riservata)