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Motorola razr 70 ultra, squadra vincente non si cambia
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Motorola razr 70 ultra, squadra vincente non si cambia

11 giugno 2026, 14:00 Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2026, 10:50

Il display esterno da 4 pollici, abbinato a una valida interfaccia software, è al top degli smartphone pieghevoli. Aumentata l’autonomia della batteria e confermato il processore Snapdragon 8 Elite, mentre la camera principale dispone di un sensore da 50 megapixel con gamma dinamica estesa

Il nuovo razr 70 ultra conferma come Motorola sia riuscita a posizionarsi con successo nel settore degli smartphone con display pieghevole a conchiglia grazie a un eccellente schermo esterno e a un’ottima usabilità. Un risultato già raggiunto con il precedente razr 60 Ultra, da cui il nuovo modello si discosta in modo marginale adottando buona parte degli stessi componenti a partire da display e processore, che sono identici, come il design e i materiali, un altro punto di forza della famiglia razr.

Razr 70 Ultra si presenta infatti in due varianti, una con la semi-cover posteriore in alcantara blue e una realizzata in fibre di legno che donano un aspetto premium allo smartphone anche grazie al sottile telaio in alluminio in tinta con la semi-cover. Con uno spessore di appena 7,19 millimetri con lo schermo principale aperto e 15,69 millimetri da chiuso e un peso di 199 grammi, razr 70 ultra trova facilmente posto anche nelle borsette più piccole così come nelle tasche di giacche e pantaloni, senza sacrificare usabilità e autonomia che nel nuovo modello è anzi migliorata grazie alla batteria con una capacità complessiva di 5.000 mAh contro i 4.700 mAh del razr 60 ultra.

Batteria ampliata e ricarica veloce

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Nel corso della prova, razr 70 ultra è riuscito ad arrivare al traguardo della ricarica serale anche con un uso intenso dello smartphone, con una carica residua di circa il 20% anche disabilitando parte delle funzioni di risparmio energetico piuttosto aggressive per non pregiudicare l’efficacia di notifiche e altre funzioni. La ricarica cablata con un caricatore da 68 Watt, come sempre non compreso nella confezione per le normative europee, avviene in circa 30 minuti partendo da una carica residua di circa il 20%, mentre quella wireless da 30 Watt raddoppia il tempo ma è utile per evitare l’intralcio di cavetti, specialmente in auto. Punto di forza del razr 70 ultra è il display esterno da 4 pollici di diagonale protetto da un vetro Gorilla Glass Ceramic, tutt’ora il più versatile ed efficace nel panorama dei pieghevoli a conchiglia grazie anche all’ottima gestione software messa a punto da Motorola, che permette di usarlo in modo profittevole anche senza dover necessariamente aprire il display pieghevole principale.

Display esterno efficace e versatile

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Un’icona racchiude infatti le notifiche di email, messaggi e sistemi di messaggistica istantanea come Whatsapp, e basta toccarla per aprire a tutto schermo un’anteprima dell’ultimo messaggio o mail per poi entrare nel messaggio completo e nel relativo programma in modo veloce e pratico. Sempre con una sola mano è possibile scorrere l’elenco dei messaggi per poi aprire quelli desiderati e rispondere direttamente utilizzando i comandi vocali o la tastiera virtuale che si apre sullo schermo esterno, che occupa pressoché l’intera larghezza e presenta quindi tasti virtuali di una dimensione non troppo piccola. Aprendo poi lo schermo principale del telefono, si presenta la stessa app aperta sul display esterno, consentendo così di proseguire velocemente nell’azione desiderata. Scorrendo le schermate è possibile utilizzare anche con il telefono chiuso le principali app, da Foto a Maps al calendario e alla fotocamera, con un’anteprima perfetta di selfie e video delle due camere sul display. Apprezzabile la decisione di Motorola di lasciare il sensore per il riconoscimento delle impronte digitali, veloce e preciso, sul tasto di accensione sul lato, così da poter essere utilizzato con display aperto o chiuso per sbloccare il telefono.

Display interno e prestazioni hardware

Il display pieghevole da 6,96 pollici di diagonale può contare su una cerniera in titanio ulteriormente rafforzata per garantire una durata nel tempo senza preoccupazioni, mentre la certificazione IP48 consente di usarlo anche in caso di pioggia. La luminosità è stata portata a 5.000 candele per metro quadrato contro i 4.500 Nit del modello precedente e si è dimostrata efficace anche in pina luce, con l’unica pecca dei fastidiosi riflessi legati alla pellicola di protezione del display pieghevole applicata in fabbrica e non removibile. Molto efficace, come nel modello precedente, la cerniera in titanio ingegnerizzata da Motorola, che consente l’apertura e la chiusura dello smartphone con una sola mano e minimizza la percezione della piega centrale, visibile solo in controluce. Motorola ha dotato il razr 70 ultra dello stesso processore del precedente modello, lo Snapdragon 8 Elite affiancato da 16 Gb di ram e 512 GB di memoria, che supporta senza rallentamenti ogni genere di applicazione, videogame e funzioni di intelligenza artificiale come quelle di Moto AI compresi, e più app aperte allo stesso tempo. Una scelta che non penalizza le prestazioni, specie se paragonate a quelle di altri smartphone con display pieghevole come Samsung Flip che dispone di un chip meno potente, ma stride un po’ con il prezzo del razr 70 ultra, ufficialmente di 1.499 euro ma già abbassato da Motorola a 1.299 euro, e doppio ai circa 650 euro a cui si trova online il precedente razr 60 ultra. Come tutti gli smartphone Motorola, razr 70 ultra è basato su una versione di Android 16 senza modifiche rilevanti, a vantaggio della stabilità e compatibilità con servizi e app, con la possibilità di personalizzare lo stile e anche l’usabilità dello smartphone attraverso un’app, Moto, che facilita l’impostazione di caratteri, colori e icone così come i gesti per abilitare funzioni del telefono.

Fotocamera principale con sensore Lofic

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Novità invece nel comparto fotografico, che vede ora la camera principale con sensore da 50 megapixel ma di tipo Lofic, acronimo per Lateral OverFlow Integration Capacitor e che consiste nell’affiancare un microscopico condensatore a ogni pixel, o fotodiodo, per raccogliere le informazioni sulla luce in eccesso che andrebbero altrimente perse quando il pixel stesso raggiunge la saturazione. In questo modo aumenterebbe teoricamente la gamma dinamica e quindi la qualità degli scatti e dei video, a patto che l’intero stack software sia in grado di sfruttare l’hardware.

Nel corso della prova la qualità delle immagini dell’obiettivo principale, che dispone di sistema di stabilizzazione ottico delle lenti, si è rivelata ottima se paragonata a quella degli altri smartphone con display pieghevole, anche se non all’altezza di flagship come Oppo X9 Ultra o iPhone 17 Pro che dispongono di sensori di dimensioni più elevate e sofisticati sistemi di stabilizzazione dei sensori e stack software. Razr 70 ultra non dispone di un obiettivo tele dedicato ma sfrutta la risoluzione del sensore principale per offrire un ingrandimento 2X che si è rivelato molto efficace, anche per i ritratti che appaiono bene definiti e con il soggetto staccato in modo efficace dal fondo tramite la simulazione software della profondità di campo. Meno brillanti, ma comunque buoni, i risultati ottenuto con l’obiettivo grandangolare con sensore da 50 megapixel, specialmente in condizioni di luce scarsa.

    leggi anche: Motorola razr 60 ultra, classe che fa una piega

Sempre utili le funzioni di intelligenza artificiale dedicate alla fotografia, dalla ormai immancabile gomma magica per rimuovere senza fatica e in modo professionale e oggetti e persone indesiderate nello scatto, al controllo della sfocatura e della luce nei ritratti sino alla modalità Foto di gruppo, che scatta automaticamente più foto per poi comporre automaticamente una foto senza persone con occhi chiusi e alla nuova Blocco inquadratura, che permette di passare il telefono a un’altra persona per farsi fare una foto dopo aver stabilito l’inquadratura desiderata, che apparirà come sovraimpressione all’assistente fotografo per effettuare lo scatto effettivo. (riproduzione riservata)



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