Che sia una sorta di riflesso condizionato dettato da antichi stereotipi, oppure un modo per allontanare i problemi di qualche chilometro, fatto è che quasi sempre quando si parla di Ong e di emergenze umanitarie il pensiero si rivolge a contesti geograficamente e culturalmente lontani. E invece basta uscire dalla porta di casa per toccare con mano come l’emergenza sociale sia una questione (anche) molto vicina. Fondazione Arca lo sa bene e da 28 anni è impegnata proprio su questo fronte: portare un aiuto concreto a persone e famiglie in condizioni di grave povertà ed emarginazione sociale presenti nelle città italiane. Negli ultimi due anni la pandemia ha aggravato le condizioni di vita di migliaia di persone e famiglie che non riescono più a farcela da sole: solo nell’ultimo anno Fondazione Arca ha distribuito oltre 2 milioni e mezzo di pasti, offerto 340 mila notti di accoglienza e organizzato 3000 visite mediche gratuite, portando aiuto a oltre 25 mila persone nelle città di Milano, Torino, Varese, Roma e Napoli. È qui che la onlus è presente con le sue Unità di Strada e le Cucine mobili che garantiscono assistenza e pasti caldi; con le consegne di pacchi di viveri con alimenti indispensabili per aiutare le famiglie che non riuscirebbero altrimenti a preparare un pasto per i propri figli; con le visite mediche e infermieristiche alle persone che non hanno né una casa né i mezzi per potersi curare.
A tutte queste attività è dedicata la raccolta del 5x1000 di Fondazione Progetto Arca onlus, sostenuta da una campagna di comunicazione semplice e diretta: «Il primo aiuto, sempre». E, come detto, chi ha più bisogno molto spesso è molto più vicino a noi di quanto si pensi. Non per nulla la storia di Progetto Arca inizia a Milano nel 1994, con la creazione di un primo Centro di Accoglienza Residenziale per persone senza dimora con problematiche di dipendenza. Nel 2001 segue la seconda Accoglienza Residenziale e poi, via via, tutte le altre numerosissime attività. Nel 2008 Progetto Arca diventa una Fondazione e espande la sua presenza anche oltre i confini, mentre, in Italia, caratterizza la sua azione attraverso l’organizzazione di Cucine mobili e Unità di Strada, equipe di volontari e professionisti che si muovono per la città distribuendo beni di prima necessità alle persone senza dimora, rilevando i bisogni anche sanitari e psicologici e offrendo un orientamento sui servizi di assistenza che sono disponibili sul territorio.
A Milano, in particolare, le pettorine bianche e blu di Progetto Arca sono una presenza ormai familiare, sia grazie proprio alle Unità di Strada, sia per il grande hub allestito ormai da anni vicino alla Stazione Centrale per l’accoglienza dei profughi in transito. Dal 2016, poi, Progetto Arca gestisce anche la bellissima Abbazia di Mirasole, alle porte della città, dove sono organizzati diversi progetti di accoglienza, di inserimento lavorativo, di residenzialità sociale temporanea e di cohousing per mamme sole e famiglie in emergenza abitativa. Per contribuire a tutto questo basta indicare il codice fiscale 11183570156.
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