I primi reparti sono stati inaugurati nel 1928 e, oggi, dopo quasi cent’anni di storia, la Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano (Int) si conferma un centro di riferimento per la ricerca e la cura del cancro. Anche il 5x1000 contribuisce ai risultati di una produzione scientifica che, nel 2020, ha visto una tendenza al rialzo con 960 articoli pubblicati e 450 studi clinici attivi. Dei circa 30 milioni di euro che l’Istituto destina alla ricerca (dati 2019), circa il 10% è raccolto con la firma del 5x1000 (c.f. 80018230153). Non meraviglia che, nell’ultima classifica dei beneficiari di questa misura fiscale, l’Irccs milanese sia ben posizionato con 3,55 milioni, confermando la crescita che, in una decina d’anni, ha incrementato il valore del 5x1000 di oltre un milione. L’Int è attivo in quattro aree di ricerca: prevenzione primaria, prevenzione secondaria e diagnosi precoce; medicina di precisione e innovazione tecnologica; complessità e tumori rari; ricerca sanitaria e outcome research. «Grazie al finanziamento del 5x1000», spiega l’Int in una nota, «si è potuto avviare un importante programma di screening e prevenzione per il tumore al polmone e valutare la fattibilità della rilevazione elettronica sistematica delle informazioni fornite dal paziente e delle strategie terapeutiche a essa correlate - Patient Reported Outcome Measures e Patient Reported Experience Measures - cosa fondamentale nella pratica clinica in oncologia». Con questa risorsa è stato inoltre realizzato un datawarehouse sistematico utilizzabile a fini clinico-scientifici e programmarne l’implementazione. «Per raggiungere risultati di eccellenza e curare nel modo migliore i malati di tumore è importante che, accanto alle risorse pubbliche, ci sia il contributo di tutti, anche dei singoli cittadini», afferma il presidente dell’Int di Milano Marco Votta che aggiunge: «Oltre alle normali donazioni, un ruolo fondamentale è svolto da coloro che decidono di destinare il loro 5x1000 al nostro istituto nella dichiarazione dei redditi». Per questo motivo, spiega Votta, «l’Istituto nazionale dei tumori da anni pianifica la campagna 5x1000 utilizzando diversi media e canali di comunicazione come tv, radio, siti internet, social e giornali. L’investimento fatto
in termini di comunicazione», aggiunge, «ci ha portato a raccogliere, ogni anno, oltre tre milioni di euro che utilizziamo totalmente per la ricerca contro il cancro con l’obiettivo, un giorno, di sconfiggere definitivamente questa malattia». Le recenti campagne per il 5x1000 hanno utilizzato tutti gli strumenti a disposizione e in particolare Tv e affissioni accanto a social e internet, radio e giornali. Per alcune campagne sono stati utilizzati anche cinema o materiali pubblicitari presso le farmacie. Il Covid ha cambiato le prospettive, non solo dal punto di vista della raccolta che, secondo l’Int, potrebbe risentirne, ma anche della comunicazione. «Se prima del Covid», segnala una nota, «avevamo prodotto uno spot utilizzando la metafora della guerra, con un messaggio forte, teso a smuovere le coscienze, con la pandemia abbiamo preferito optare per un messaggio più sobrio e rassicurante, utilizzando testimonial che, pro bono, hanno sposato la nostra causa».
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