Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non esclude l’annessione del Venezuela come 51esimo stato membro statunitense. A dirlo è stato lo stesso tycoon in un’intervista rilasciata a Fox News: «Sto valutando seriamente di rendere il Venezuela il 51esimo Stato Usa», ha detto, senza tuttavia precisare tempi e modalità.
A spingere l’interesse di Trump per un’eventuale allargamento del perimetro al Venezuela è il petrolio. Nella telefonata, infatti, Trump ha dichiarato di essere motivato dal valore stimato di 40 trilioni di dollari del petrolio venezuelano, aggiungendo di godere di popolarità tra i cittadini del Paese: «Il Venezuela ama Trump».
La portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, non ha commentato le dichiarazioni del presidente americano, limitandosi a dichiarare che «è famoso per non accettare mai lo status quo».
L’idea è stata immediatamente respinta dalla presidente venezuelana ad interim, Delcy Rodríguez: il Venezuela «non è una colonia, ma una nazione libera», ha detto all’uscita delle sessioni alla Corte internazionale di giustizia all'Aia, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di Trump.
«Se noi venezuelani abbiamo qualcosa è che amiamo il nostro processo di indipendenza», ha affermato, ricordando che la sovranità del Venezuela è stata costruita «dalla gloria di uomini e donne che hanno dato la vita».
Non si tratta della prima volta che Trump punta all’annessione di altri territori. In passato le mire del presidente Usa si sono posate sul Canada e sulla Groenlandia. Il primo è stato indicato come possibile 51esimo stato per mesi, prima che ad aprile dicesse pubblicamente di aver rinunciato al progetto. Il secondo, invece, è stato per lungo tempo nel mirino di Trump, con la ferma risposta europea di non contemplare l’ipotesi. (riproduzione riservata)