All’inizio di questa stagione delle trimestrali le aspettative sugli utili erano alte, il che ha portato a una volatilità elevata con l’avvicinarsi della pubblicazione dei risultati. Per molte società si dava per scontata la perfezione (che era già stata prezzata), ma i dati sulla crescita o le indicazioni prospettiche non hanno soddisfatto le attese, osserva Louise Dudley, Portfolio Manager for Global Equities di Federated Hermes.
Questa dinamica è stata particolarmente evidente nei settori in cui i multipli di valutazione avevano registrato un aumento significativo verso la fine dell’anno. Detto ciò, finora, la crescita dell’utile per azione si è attestata al 12% su base annua, un dato superiore alle medie di lungo periodo, precisa Louise Dudley.
Tuttavia, stanno emergendo dei rischi e gli investitori stanno diventando più selettivi. La sostenibilità del momentum degli utili è messa in discussione. «Gli investitori con un orizzonte temporale più lungo guardano oltre la fase di risk-off di breve termine, verso i guadagni di produttività derivanti dall'intelligenza artificiale. Tuttavia, tali guadagni non sono ancora significativi, da qui la reticenza degli investitori», spiega l’esperta che ha comunque osservato alcune aziende quantificare il valore generato dall’intelligenza artificiale.
In particolare, esempi di «early-stage scaling», con nicchie specifiche, dove si registrano impatti concreti e incrementi dei ricavi. Anche la fiducia dei consumatori rimane stabile, sostenuta dai tagli fiscali, dai tassi di interesse e dal rallentamento dell’inflazione, all’1,7% in Europa a gennaio 2026.
Anche per gli esperti di AlphaValue le previsioni sugli utili per il 2026 appaiono fin troppo rialziste. Nella tabella sotto uno storico degli ultimi 10 anni della crescita degli utili per azione in Europa: il 2026 si sta effettivamente delineando come un anno eccezionale con un +13,2% e un +17,4% escludendo le banche e i settori molto ciclici.
Come promemoria, notano ad AlphaValue, se si escludono le oscillazioni folli dal 2020 (-33,9%) al 2022 (-6,63%; stop & go legati al Covid, poi impennata dell’inflazione che ha gonfiato tutti gli utili), le aziende europee non stanno facendo progressi.
L’ultimo anno realmente positivo è stato il 2017 (30,4%), dieci anni fa, e si è trattato di un caso isolato. «Escludere banche e settori altamente ciclici non cambia sostanzialmente il quadro generale: le imprese europee hanno registrato una crescita lenta», avvertono gli analisti di AlphaValue.
In questo contesto, l’impennata (13,2%) della crescita degli utili nel 2026 appare piuttosto bizzarra. Un anno «normale», spiegano gli esperti della banca d’affari, inizierebbe con una crescita attesa dell’eps tra +8% e +10%, per poi essere progressivamente ridimensionata fino a zero nei successivi 12 mesi. Applicando la stessa erosione, resterebbe comunque un possibile sviluppo positivo degli utili nel 2026, il che rappresenterebbe di per sé una sorpresa alla luce degli ultimi anni.
La domanda ovvia è: che diavolo sta succedendo? La risposta è: la crescita degli utili 2026 è trainata dal settore auto. Gli utili 2026 sono attesi in aumento di 100 miliardi di euro circa, fino a 930 miliardi. Circa il 40% di questo incremento è attribuibile al settore auto (+36 miliardi). Molto dipenderà, quindi, dalla fiducia nella ripresa di questo comparto.
Il comparto successivo è quello degli altri finanziari (37 azioni), con il recupero di Porsche SE, e poi il settore dei capital goods, mentre l’AI sembra sostenere chiunque abbia componenti elettriche da vendere.
È necessaria una certa cautela. «Le revisioni al ribasso degli utili del settore auto sono già in corso e il comparto potrebbe attraversare un altro anno difficile. Ricordiamo che un anno fa si prevedeva che il settore Auto avrebbe generato 50 miliardi di euro di utili netti nel 2025. Se riuscisse a raggiungere i 5 miliardi in quell’anno, sarebbe già un buon risultato», avvertono gli analisti.
«Chi ama andare controcorrente noterà che tutti i settori sono previsti in crescita nel 2026, eccetto l’Oil & Gas. Proprio da qui potrebbe arrivare una sorpresa positiva sugli utili, favorita dalle «armate di Trump» che navigano verso il Medio Oriente», aggiungono gli analisti di AlphaValue. Ultima considerazione:
Queste previsioni per il 2026 non tengono conto di rapide discontinuità legate all’AI (fatta eccezione per il software) e non contemplano un eventuale crollo degli investimenti (capex) in intelligenza artificiale.
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