Le società statunitensi a piccola e micro capitalizzazione consolidano la loro leadership a Wall Street. È quanto emerge dall’analisi sul secondo trimestre elaborata da Francis Gannon, Co-Chief Investment Officer di Royce Investment Partners, società specializzata negli investimenti in small cap e parte del gruppo Franklin Templeton. Secondo il gestore, il Russell 2000 ha chiuso il trimestre con un rialzo del 21,5%, mentre il Russell Microcap ha guadagnato il 25,6%, superando nettamente il Russell 1000, fermo al 15,1%, e il Russell Top 50, indice delle principali mega cap statunitensi, che ha registrato un progresso del 10,7%. Nello stesso periodo il Nasdaq Composite è salito del 21,6%.
Per Gannon, la rotazione verso le società di minori dimensioni sta assumendo caratteristiche sempre più strutturali dopo oltre un decennio dominato dalle large e mega cap. Nonostante un contesto ancora caratterizzato da inflazione persistente, tensioni geopolitiche e volatilità dei prezzi dell’energia, l’economia statunitense ha continuato a mostrare segnali di solidità, sostenuta dalla spesa dei consumatori e dall'espansione degli investimenti nell'intelligenza artificiale.
La sovraperformance delle società di minori dimensioni emerge anche su orizzonti temporali più lunghi. Da inizio 2026 il Russell 2000 segna un rialzo del 22,6%, mentre il Russell Microcap guadagna il 27,5%, a fronte del 10,3% del Russell 1000 e del 2% del Russell Top 50.
Il vantaggio aumenta considerando gli ultimi dodici mesi: al 30 giugno 2026 il Russell 2000 registra una crescita del 40,8%, mentre il Russell Microcap arriva al 58,5%. Nello stesso periodo il Russell 1000 si è fermato al 22%, mentre il Russell Top 50 ha messo a segno un rendimento del 16,3%.
Ancora più marcata la differenza dal minimo di mercato dell’8 aprile 2025. Da quella data il Russell 2000 è salito del 74,5% e il Russell Microcap del 108,4%, contro il 52,8% del Russell 1000 e il 49% del Russell Top 50. Anche il Nasdaq, pur beneficiando del boom dell'intelligenza artificiale, si è fermato al 73,1%.
Secondo l’analisi di Royce Investment Partners, il rally delle small cap appare sostenuto soprattutto dai fondamentali. Oltre il 60% della performance del Russell 2000, sia nell’ultimo anno sia da inizio 2026, è infatti riconducibile alla crescita degli utili per azione, mentre il contributo derivante dall’espansione delle valutazioni di mercato è stato più limitato.
Nel secondo trimestre il principale contributo alla performance del Russell 2000 è arrivato dal comparto tecnologico, seguito da industriali, sanità e finanziari. In evidenza soprattutto i produttori di semiconduttori, le software house, le società attive nei componenti elettronici, le apparecchiature elettriche, il biotech e il settore bancario, mentre l'energia è stato l'unico comparto con un contributo negativo.
Per Gannon, il principale motore resta la diffusione dell’intelligenza artificiale lungo l’intera filiera produttiva. Se in una prima fase i benefici si erano concentrati sulle grandi piattaforme tecnologiche, oggi stanno coinvolgendo un numero crescente di società a piccola e micro capitalizzazione impegnate nella produzione di componenti per semiconduttori, nella costruzione di data center, nelle infrastrutture energetiche e nei servizi necessari allo sviluppo dell’ecosistema AI.
Nonostante il forte recupero degli ultimi quindici mesi, le valutazioni delle small cap rimangono ancora interessanti rispetto alle large cap. Insieme al miglioramento degli utili, questo potrebbe consentire al segmento di mantenere una posizione di leadership anche nei prossimi trimestri, pur in un contesto che il gestore prevede ancora caratterizzato da elevata volatilità. Per gli investitori orientati ai fondamentali e con un orizzonte di lungo periodo, conclude Gannon, il comparto continua a offrire opportunità interessanti grazie a utili in crescita e valutazioni ancora relativamente convenienti. (riproduzione riservata)