Le dinamiche cui a livello mondiale si assiste da due anni nel settore container (noli alle stelle, congestione dei porti, ritardi nelle consegne, profitti da record per le compagnie armatoriali ecc.) potrebbero essere a una svolta. La Casa Bianca è direttamente intervenuta per annunciare la volontà degli Stati Uniti di «abbassare i prezzi e ripristinare eque regole del gioco», benedicendo uno «storico accordo» tra la Federal Maritime Commission (Fmc) e Department of Justice (Doj) mirato a far sì che «i grandi ocean carrier non possano approfittare della loro posizione a danno di imprese e consumatori Usa. Oggi tre alleanze globali (2M, The Alliance, Ocean Alliance), composte interamente da compagnie straniere, controllano quasi tutto il trasporto marittimo e, con il potere di aumentare i prezzi per le imprese e i consumatori americani, minacciano la nostra sicurezza nazionale e la competitività economica». Secondo la Fed e la Bce l'aumento del costo dei trasporti marittimi si tradurrà in un aumento dell'1% dei prezzi al consumo. Questo mentre i liner registrano ricavi e margini di profitto vertiginosi. «Le stime parlano di ricavi per 190 miliardi di dollari delle container shipping industry, con margini del 56%» ha spiegato la Casa Bianca, per la quale tali risultati sarebbero stati ottenuti attraverso pratiche commerciali dannose per le imprese americane, dalla cancellazione o cambio unilaterale delle prenotazioni all'imposizione di costi addizionali senza preavviso, dal rifiuto dei carichi per accelerare i turnaround alle box rule imposte agli autotrasportatori. Da qui l'accordo fra Doj e Fmc, in cui il primo fornirà alla seconda giuristi ed economisti della divisione Antitrust per contrastare le violazioni dello Shipping Act e delle leggi correlate, mentre Fmc offrirà l'esperienza dell'industria marittima per favorire l'applicazione dello Sherman Act e del Clayton Act. Fmc rafforzerà la vigilanza sul settore e perfezionerà il sistema di sanzioni a carico degli ocean carrier per i depositi prolungati dei container in banchina, prima causa della congestione dei porti negli ultimi due anni, forte dei buoni risultati ottenuti di recente a Long Beach e Los Angeles con misure analoghe.