C’è chi vede in Arenaways, la neonata società dei treni con base a Torino, la possibilità di fare lo stesso percorso di Italo. A livello di crescita, s’intende. La compagnia ferroviaria nata nel 2006 su impulso di Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle, per sfidare Trenitalia, è stata venduta nel 2018 per 1,98 miliardi di euro al fondo americano Global Infrastructure Partners.
Ma Matteo Arena, fondatore e direttore generale di questa nuova creatura del trasporto su ferro, che a gennaio ha messo in moto le prime locomotive lungo la tratta Cuneo-Saluzzo-Savigliano, tiene a precisare: «Non ci interessa essere più grandi e non ci interessa il mercato dell’alta velocità. Ma diventare i migliori del settore dal punto di vista operativo».
Una filosofia sposata a novembre da Renfe, le ferrovie spagnole, e dal fondo Serena Industrial, entrati entrambi nella società di Arenaways (Longitude Holding) con una quota del 33% ciascuno e che ha permesso di portare il patrimonio netto a 3 milioni. Un assaggio del potenziale finanziario dell’attuale assetto dei soci, che vede coinvolti anche Caronte & Tourist e Generale Costruzioni Ferroviarie, oltre la famiglia Arena. «Gli spagnoli vogliono crescere in Italia ma sempre con i piedi di piombo. Vogliamo occuparci di lunga distanza sviluppando collegamenti intercity», riassume Arena.
Le autorizzazioni per partire con gli intercity sono già arrivate. Nel mirino ci sono le tratte Roma-Genova, la Roma-Reggio Calabria e la Roma-Firenze-Venezia. Un investimento di circa 250 milioni, ma che permetterà di servire anche i centri più piccoli e con un prezzo dei biglietti competitivo. «Rispetto all’alta velocità ci si mette 20-30 minuti in più su questi percorsi, ma noi offriamo ai passeggeri un prodotto completamente diverso, ad iniziare dalla ristorazione a bordo», precisa il direttore generale.
Intanto il primo bilancio della società, che sarà quello del 2025, dovrebbe chiudersi con un fatturato di 5 milioni, ma giù in utile. I primi ricavi che arrivano dal contratto firmato con la Regione Piemonte per servire per i prossimi 10 anni la Cuneo-Saluzzo-Savigliano, a cui si aggiungerà dal 2027 la Ceva-Ormea (per un valore complessivo di 59 milioni). Il margine sul contratto è circa del 7%. «Merito delle efficienze che siamo riusciti a mettere in atto, che hanno reso il nostro costo operativo molto più basso rispetto alla concorrenza», spiega Arena.
Davanti a lui vede gli orizzonti sconfinati del trasporto regionale per crescere. Piccole tratte che possono essere coperte, ma soprattutto i grandi contratti pubblici in scadenza. Quello per gli intercity dovrà essere riassegnato nel 2027, mentre la maggior parte degli affidamenti che ha Trenitalia per il trasporto locale termineranno nel 2030. «Ci sono tante opportunità e le valuteremo caso per caso. La competizione non può che aiutare», è il pensiero del fondatore. Il treno di Arenaways è appena partito, le ambizioni non mancano. (riproduzione riservata)