L’Italia si candida come laboratorio europeo per la mobilità del futuro e la guida senza conducente. «In Italia abbiamo creato una rete di città europee dove potranno circolare le prime auto a guida autonoma: una coalizione di 60 sindaci italiani ha già manifestato il proprio interesse. Facciamo in modo che questo progetto diventi realtà». Sono le parole con cui la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ha aperto il suo intervento alla cerimonia del Patto dei sindaci Ue 2025, tenutasi giovedì 26 a Bruxelles, affidando all’Italia un ruolo da capofila sulle auto a guida autonoma
Von der Leyen ha sottolineato come «le città e i paesi sono pionieri nella ricerca di soluzioni concrete e innovazioni in tutta Europa», e spiegando che «innovazioni locali come queste stanno plasmando il futuro del continente». La Commissione, ha aggiunto, punta a rendere le città «centri di innovazione autonoma», in linea con la missione Ue per le città intelligenti e a impatto climatico zero.
Il progetto italiano, che adesso riceve l’investitura politica ufficiale di Bruxelles, è nato da un’iniziativa lanciata lo scorso luglio a Milano. Nella sala del Meet Digital Culture Center, l’europarlamentare Pierfrancesco Maran (Partito Democratico) aveva presentato l’appello «Guida autonoma: l’Italia in prima fila», con l’obiettivo di costruire una rete di amministrazioni locali disposte a sperimentare le tecnologie di guida autonoma nei propri territori.
All’appello hanno aderito oltre sessanta sindaci italiani, a partire da Beppe Sala (Milano) a Stefano Lo Russo (Torino), fino ai primi cittadini di città medie e piccole, a dimostrazione di un interesse diffuso e trasversale. L’obiettivo è duplice: da un lato favorire la sperimentazione tecnologica e normativa sul territorio, dall’altro posizionare l’Italia come leader europeo nel settore dei veicoli autonomi.
L’iniziativa nasce anche dalla consapevolezza che l’Europa sconta un ritardo enorme rispetto a Stati Uniti e Cina nello sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata alla mobilità. In questo contesto, l’Italia prova a giocare un ruolo di apripista, mettendo in rete le proprie città per testare modelli di mobilità intelligente, sostenibile e integrata con i nuovi sistemi di trasporto urbano.
Von der Leyen ha definito il progetto «entusiasmante», sottolineando come rappresenti «una speranza concreta che l’innovazione possa guidare nella giusta direzione». L’iniziativa italiana potrebbe ora fare da modello per una rete europea di sperimentazione coordinata, in grado di attrarre investimenti e promuovere partenariati pubblico-privati nel settore della mobilità avanzata. (riproduzione riservata)