Alla sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata alle relazioni tra Unione Europea e Cina, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha delineato con chiarezza la visione verso il futuro dei rapporti bilaterali. In un intervento articolato, ha sottolineato tanto le opportunità quanto le criticità di una relazione che, a 50 anni dall'avvio dei rapporti diplomatici, resta tra le più significative a livello globale.
«Ci troviamo a celebrare 50 anni di relazioni diplomatiche tra l’Ue e la Cina, un periodo che ha coinciso con il capitolo più straordinario della storia recente cinese», ha detto von der Leyen. «In mezzo secolo, il pil cinese è cresciuto di dieci volte, più di 800 milioni di persone sono uscite dalla povertà e una società agricola è diventata una potenza industriale».
Tuttavia, questo sviluppo impone nuove responsabilità e richiede un riassetto dell’equilibrio tra le due potenze. «Il nostro rapporto con la Cina è tra quelli che definiranno il resto della storia di questo secolo», ha proseguito, rimarcando come l’Europa sia impegnata in una cooperazione orientata ai risultati e non nel disaccoppiamento.
Von der Leyen ha però evidenziato come il rapporto sia oggi segnato da numerose sfide: «Ci sono rischi reali per l’Europa, di natura strategica e sistemica. La Cina ha strumenti per operare al di fuori delle regole e usa la sua sovraccapacità produttiva per inondare i mercati, strozzando la concorrenza internazionale».
La presidente della Commissione ha citato come esempio la distorsione negli appalti pubblici: «I nostri prodotti vengono discriminati, mentre quelli cinesi godono di un vantaggio del 20%. Questo non è un sistema equo, ecco perché siamo intervenuti per riequilibrare la situazione, ad esempio nel settore dei prodotti medicali».
Von der Leyen ha chiarito le tre priorità strategiche dell’Ue nei rapporti con la Cina. In primo luogo trovare un nuovo equilibrio economico: «Il mercato cinese è enorme, ma il nostro accesso è molto limitato. Il surplus commerciale della Cina nei confronti dell’Ue ha superato i 300 miliardi di euro nel 2024. Le nostre aziende stanno perdendo quote di mercato», ha detto la presidente.
Bisogna inoltre ridurre i rischi, senza disaccoppiamento. «Stiamo diversificando le filiere e cercando fonti alternative per materie critiche come le terre rare. Il disaccoppiamento non è nell’interesse dell’Europa, ma la riduzione del rischio sì», ha sottolineando Von der Leyen.
L’Ue dovrebbe poi far avanzare la diplomazia globale, a partire dal clima: «Il dialogo con la Cina è essenziale anche per affrontare le sfide globali. È fondamentale, ad esempio, che Pechino allenti le restrizioni alle esportazioni».
Von der Leyen ha espresso preoccupazione per l’approccio della Cina nella sfera digitale e geopolitica: «La Cina è diventata un attore capace nello spazio cibernetico e dell'informazione. I punti di vista cinesi sono benvenuti, ma operazioni di influenza globale e attacchi cibernetici in Europa sarebbero inaccettabili».
Il sostegno della Cina alla Russia è stato identificato come una minaccia diretta alla sicurezza europea: «La Cina permette all’economia di guerra russa di sopravvivere. Questo crea instabilità e non possiamo accettarlo. La sua posizione nei confronti della guerra in Ucraina sarà un fattore determinante per i futuri rapporti Ue-Cina».
Infine, von der Leyen ha lanciato un messaggio chiaro: «Crediamo ci sia l’occasione di costruire un partenariato più significativo con la Cina, ma dobbiamo fare progressi reali su prevedibilità e affidabilità. Solo così potremo lavorare nell’interesse reciproco».
L’Europa, ha ribadito, resta aperta al dialogo e alla cooperazione, ma chiede regole eque, sicurezza condivisa e rispetto delle norme internazionali. «Affinché il partenariato cresca, serve una posizione di equilibrio, minori distorsioni e condizioni più giuste per le imprese europee». Un messaggio che suona come un avvertimento e un invito al tempo stesso, per ridefinire - insieme - il futuro dei rapporti tra due dei principali attori del sistema internazionale. (riproduzione riservata)