Quasi sempre si pensa alla cecità come a una sfortuna, una disabilità con la quale si nasce o che si sviluppa in maniera improvvisa e irreversibile a causa di un incidente o di un trauma difficilmente evitabile. Invece, la cecità può anche essere la conseguenza di una malattia degli occhi. Solo che, il più delle volte, queste malattie sono curabili (si pensi alla Cataratta) e, soprattutto, prevenibili. Naturalmente se si hanno i mezzi e le possibilità. La mission della ONG Sightsaver è proprio questa: evitare che i bambini delle zone più povere del mondo diventino ciechi in conseguenza di qualcosa che, nel resto del mondo, quasi non si conosce. Per esempio: quanti, in Italia, hanno mai sentito parlare di Tracoma? Eppure, questa infezione degli occhi, simile alla congiuntivite, si calcola che sia la causa che rende ciechi o ipovedenti 1,9 milioni di persone nel mondo, mentre quelle a rischio di contrarre la malattia sono addirittura 136 milioni. L’obiettivo di Sightsaver, al quale concorrono i proventi del 5x1000 raccolti dall’assocazione, è proprio quello di debellare il Tracoma nei Paesi in cui è ancora presente e pericoloso. Nel 2018 questo traguardo è stato raggiunto in Ghana, primo Paese dell’Africa sub-sahariana a riuscirci. Nel 2020 è stata la volta del Gambia, ma in ancora 44 Paesi del mondo il Tracoma è considerato un problema di salute pubblica.
La malattia si presenta come un’infezione batterica altamente contagiosa: più facilmente si sviluppa in condizioni di scarsa igiene o mancanza di acqua, spesso si prende attraverso le mosche o tramite contatto con la mani, i vestiti o la biancheria, motivo per il quale la malattia è maggiormente diffusa tra i bambini e le donne. Il Tracoma crea delle cicatrici all’interno delle palpebre che danno la perenne sensazione di avere come della sabbia che graffia la superficie degli occhi. Bruciore, rossore e lacrimazione sono continui, così come il dolore, che può diventare insopportabile. Con il tempo, se non curata, la malattia porta alla cecità. Da qui l’obiettivo che Sightsaver definisce «qualcosa di unico nella storia dell’umanità»: cercare di debellare completamente il Tracoma nel mondo, implementando con il proprio intervento la strategia SAFE dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Safe è l’acronimo formato dalle iniziali delle quattro parole che indicano i metodi principali per fermare il Tracoma: Surgey, Antibiotics, Facial cleanliness, Enviromental imrovements.
Surgey (chirurgia): l’intervento chirurgico è necessario per fermare il ripetersi delle infezioni, specie quando le palpebre si rigirano verso l’interno dell’occhio, finendo per graffiarne la superficie. Antibiotics (antibiotici): sono i farmaci utilizzati per curare il Tracoma, primo tra tutti lo Zithromax, dell’americana Pfizer. Facial cleanliness (pulizia del viso): il principale metodo di prevenzione, che passa attraverso la sensibilizzazione delle popolazioni locali sull’importanza di lavarsi la faccia per evitare che l’infezione si diffonda. Enviromental improvements (igiene dell’ambiente): un’altra strada della prevenzione, che mira a garantire un migliore accesso all’acqua e ai servizi igienici, così da ridurre gli ambienti in cui si è più facilmente esposti all’infezione ed eliminare il più possibile le condizioni in cui le mosche si riproducono. Per dare il proprio contributo a questa causa, il codice fiscale da inserire nella dichiarazione dei redditi è 97653640017.
(riproduzione riservata)