Unipol beneficia di tre forti fattori di creazione di valore. Il primo è che il valore delle sue partecipazioni bancarie, in Bper e nella Banca Popolare di Sondrio, è aumentato di oltre il 100%, passando da 2,7 miliardi di euro a 6,4 miliardi di euro negli ultimi 12 mesi.
Secondo, il business assicurativo auto della compagnia assicurativa guidata da Carlo Cimbri in Italia continua a trarre vantaggio dalla diminuzione della frequenza degli incidenti, «un calo che crediamo strutturale e che continuerà a impattare positivamente sul combined ratio del gruppo in futuro», prevede Berenberg.
Nel ramo auto, che rappresenta il 49% dei premi non vita di Unipol, il combined ratio è migliorato dal 102,6% dei primi nove mesi del 2024 al 94,2% dello stesso periodo del 2025, grazie a prezzi migliori e, appunto, alla riduzione della frequenza dei sinistri. «Ci aspettiamo un ulteriore modesto miglioramento al 94% nel 2025 e aumento dell’utile ante imposte del comparto assicurativo, escludendo gli eventuali contributi dalle partecipazioni bancarie, dagli 0,9 miliardi nel 2024 a 1,4 miliardi di euro nel 2025», stima Berenberg.
Terzo, grazie alla continua crescita a doppia cifra nel settore delle assicurazioni sanitarie, in cui Unipol è leader di mercato in Italia, Unipol è ben posizionata per raggiungere il suo obiettivo di un tasso annuo composto di crescita del 4,5% per i premi non vita nel periodo 2024-2027. Nei primi nove mesi del 2025, i premi sono aumentati del 4,5% su base annua, leggermente al di sotto dell’obiettivo annuo del 4,9% indicato nel piano strategico 2025-2027.
«La crescita è stata trainata dalle assicurazioni sanitarie, aumentate del 12,7% su base annua per le quali prevediamo un incremento superiore al 10% nel 2025. Riteniamo che la crescita del comparto non vita accelererà, poiché le imprese italiane sono ora legalmente obbligate a sottoscrivere coperture assicurative contro le catastrofi naturali», precisa Berenberg.
Senza contare che Unipol ha emesso 1 miliardo di euro di bond perpetui con una cedola interessante del 6%. Il debito viene considerato capitale ai fini della solvibilità e aumenterà del 18% il già solido solvency ratio della compagnia, stimato al 220% a dicembre 2025.
Grazie a questi solidi tre fattori, Unipol risulta ancora sottovalutata secondo Berenberg che ha alzato il target price sull’azione da 21,10 euro a 24,80 euro, principalmente per riflettere l’aumento del valore di mercato delle partecipazioni bancarie. Il valore di mercato delle partecipazioni bancarie della compagnia assicurativa è pari a 6,4 miliardi di euro. Sottraendo questa cifra dalla capitalizzazione di mercato di Unipol, le attività assicurative risultano implicitamente valutate 7,6 miliardi.
«Stimiamo che l’utile netto 2027, escludendo qualsiasi contributo dalle partecipazioni bancarie, sarà pari a 1,1 miliardi. Ciò implica che le attività assicurative sono valutate implicitamente a 7,1 volte il p/e 2027, ben al di sotto della media del settore assicurativo europeo di 10,7. La differenza equivale a un potenziale rialzo di oltre il 20% rispetto al nostro target price di 24,80 euro», precisa Berenberg che, tra l’altro, a valere sull’esercizio 2025 si attende un dividendo in aumento a 0,95 euro per azione (rendimento allettante del 4,6%). A 1,05 euro per azione nel 2026 (yield del 5,4%).
Quindi, Berenberg ha ribadito il rating buy alla luce di un potenziale upside di oltre il 20% rispetto al nuovo target price. A Piazza Affari il titolo Unipol il 6 febbraio sale del 2,43% a 19,78 euro. (riproduzione riservata)