Il gruppo Unipol ha chiuso il bilancio 2025 con un utile netto consolidato di 1,53 miliardi di euro, in aumento del 36,8% rispetto agli 1,119 miliardi del 2024 e un risultato netto del gruppo assicurativo pari a 1,208 miliardi (+40,5%), grazie in particolare al positivo andamento tecnico del core business assicurativo, ai risultati della gestione finanziaria e al contributo delle banche collegate. Con il titolo che, a Piazza Affari, alle 12:10 del 20 febbraio schizzava mettendo a segno una crescita del 6% a 20,62 euro.
A stupire positivamente il mercato è stato in particolare il dividendo proposto dal gruppo presieduto da Carlo Cimbri risultato di circa 804 milioni a fronte di un target cumulato (2025-2027) pari a 2,2 miliardi. Si tratta di una cedola 100% cash pari a 1,12 euro per ogni azione (rendimento del 5,7%), rispetto agli 0,85 euro per azione del 2024 (+31,8%).
Dati che hanno superato le previsioni degli analisti con Mediobanca che, per esempio, si aspettava una cedola di 1 euro e Intermonte che scommette già su un possibile rialzo dei target del piano, anche alla luce delle dichiarazioni di Cimbri. Il presidente, durante la conferenza stampa, ha chiarito che, «se ci saranno le condizioni, la cedola verrà alzata ulteriormente nei tre anni di piano», con gli 1,12 euro previsti per quest’anno che «rappresentano una sorta di floor, un punto di partenza che cercheremo di confermare negli anni successivi». Questo porta «la proiezione del prossimo triennio su un livello più alto con l'obiettivo in ogni caso di «riconfermare il dividendo di quest'anno per tutto il triennio», ha aggiunto.
Calcoli alla mano, proiettando gli 804 milioni pagati quest’anno sui tre anni verrebbe raggiunto un monte dividendo complessivo di 2,4 miliardi, più alto dei 2,2 miliardi previsti dal piano. «Siamo molto avanti rispetto al piano ed è ragionevole pensare che siamo in una traiettoria giusta per battere gli obiettivi», ha aggiunto Cimbri, anche se «non è nostro costume aggiornare i piani in corso d'opera».
Cimbri ha poi aggiunto che al momento non vede opportunità di crescita tramite m&a nel settore assicurativo e anche guardando alla partecipata Bper, di cui Unipol ha poco meno del 20%, ha aggiunto che il focus, dopo l’opa, «sarà ora l’integrazione con la Banca Popolare di Sondrio» e non nuove integrazioni.
Il presidente del gruppo assicurativo è poi tornato sul tema del Danish compromise che resta un elemento critico perché introduce «un'evidente asimmetria regolamentare» tra il settore bancario e quello assicurativo con le banche che controllano assicurazioni che hanno benefici di capitale, assenti nel caso contrario. «Il solvency del gruppo Unipol scende al 233% rispetto al 280% del settore assicurativo solo per effetto delle partecipazioni bancarie», ha sottolineato Cimbri augurandosi che il legislatore europeo «si faccia un esame di coscienza e preveda a livellare il terreno di gioco».
Tornando al bilancio al 31 dicembre 2025 la raccolta diretta assicurativa, al lordo delle cessioni in riassicurazione, si è attestata a 17,361 miliardi, in crescita dell’11,1%.
Il risultato ante imposte del settore Danni è stato pari a 926 milioni, in aumento rispetto ai 537 milioni registrati al 31 dicembre 2024 (+72,5%), beneficiando del maggior contributo del risultato dei servizi assicurativi.
La raccolta diretta nel comparto Danni, pari a 9.584 milioni, ha registrato un incremento del 4,5%. In particolare, continua a essere molto significativo lo sviluppo del comparto Salute (+11,1%), con ottime performance del canale sia corporate sia retail (Rete Agenziale e Reti Bancarie). È anche proseguita la crescita del canale Bancassicurazione Danni (+15,6%).
Inoltre, la piattaforma di offerta retail Unica ha evidenziato dinamiche di sviluppo in linea con le aspettative del piano strategico, contribuendo alla crescita del comparto Danni. Il numero delle polizze Unica sottoscritte a fine 2025 è stato pari a 237mila negli ambiti di protezione Veicoli e Mobilità, Casa e Famiglia e Persona.
Positivi i risultati del comparto Auto che, con premi pari a 4.531 milioni, ha registrato una crescita del 3,6% rispetto all’esercizio precedente, legata in particolare alle dinamiche di sviluppo delle garanzie CVT (+6,7%).
Mentre il comparto non-Auto ha raggiunto 5.053 milioni (+5,2%), grazie al contributo di tutti i canali di vendita e rami di attività del gruppo. La gestione ha beneficiato positivamente dell’attività di miglioramento dei margini industriali, in linea con le azioni previste nel piano strategico 2025-2027.
Il combined ratio Danni del gruppo si è attestato al 92,9% rispetto al 93,6% al 31 dicembre 2024, con un miglioramento del loss ratio di 2,5 punti percentuali, da 67,6% nel 2024 a 65,2% nel 2025. Il combined ratio Auto al 94,8% (-5,2 punti percentuali rispetto al 100% registrato nel 2024).
Il risultato ante imposte del settore Vita è pari a 369 milioni contro i 325 milioni dello scorso anno (+13,6%), frutto di uno sviluppo profittevole e disciplinato del business, focalizzato sulla remunerazione soddisfacente per i clienti (incremento del rendimento delle gestioni separate di pertinenza degli assicurati di 9 punti percentuali, da 2,20% a 2,29%) e sul mantenimento di buoni margini per il gruppo (incremento del margine trattenuto di 6 punti percentuali, da 1,00% a 1,06%).
Il gruppo ha realizzato una raccolta diretta Vita pari a 7.777 milioni, con una crescita del 20,6%, alimentata dai canali bancassicurativo (+13,6%) e agenziale, nonché dalla raccolta apportata da grandi contratti collettivi previdenziali anche di nuova acquisizione. Al netto di questi ultimi, l’incremento si attesta comunque al 12,9%. Soddisfacente lo sviluppo del CSM (Contractual Service Margin) che ha mostrato una crescita del 15% rispetto al 2024.
Il risultato ante imposte del settore collegate bancarie è pari a 691 milioni (393 milioni al 31 dicembre 2024) e riflette il consolidamento pro quota dei risultati consolidati di Bper al 31 dicembre 2025 e del primo semestre 2025 della Banca Popolare di Sondrio, nonché gli effetti economici derivanti dall’adesione all’opas di Bper su Sondrio.
Le previsioni sul gruppo assicurativo di Bologna restano positive con il 2026 che, stando ai questi primi due mesi dell’anno «si è aperto in continuità con l’andamento del 2025», ha aggiunto l’amministratore delegato del gruppo, Matteo Laterza, ricordando che l’impatto dell’ultima manovra di bilancio, in termini di aumento dell’Irap previsto per il settore assicurativo, per Unipol è stato di 25 milioni. (riproduzione riservata)