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Unicredit: la Bce ci dà ragione, il nostro prezzo per l’ops su Banco Bpm è giusto
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Unicredit: la Bce ci dà ragione, il nostro prezzo per l’ops su Banco Bpm è giusto

27 marzo 2025, 11:00 Ultimo aggiornamento: 22:44

Ma il ceo Andrea Orcel incalza Piazza Meda: valuteremo con la dovuta attenzione e poi decideremo se proseguire o meno nell'operazione. Intanto l’assemblea dice sì all’ops all’unanimità | Unicredit – Banco Bpm, dopo il no della Bce al Danish Compromise si allontana il rilancio di Andrea Orcel. Ecco perchè

Per il ceo Andrea Orcel il no della Bce al Danish Compromise su Anima dimostra che il prezzo offerto da Unicredit per Banco Bpm è giusto. Questo è il messaggio che il banchiere ha lanciato al mercato dopo l’assemblea di giovedì 27.

Le parole di Orcel

«Nonostante le ripetute rassicurazioni e la fiducia espressa dall'amministratore delegato di Banco Bpm, la Bce ha indicato chiaramente che il Danish Compromise non sarà applicato all'acquisizione di azioni Anima da parte di Banco Bpm», incalza Orcel in una nota diffusa in tarda serata.

«La posizione della Bce – prosegue il banchiere – conferma la congruità del premio implicito nell'offerta di Unicredit per Bpm e l'adeguatezza del riferimento ai prezzi di mercato precedenti all'annuncio dell'offerta Anima. È ragionevole ritenere che questi sviluppi possano avere implicazioni negative per il rendimento del capitale allocato da Banco Bpm all'acquisto di azioni di Anima e per il capitale regolamentare - Cet1 - della stessa Bpm, con possibili ripercussioni negative sulla sua futura crescita e sulle sue future distribuzioni. Presumibilmente, porterebbero altresì a una riduzione della capacità di Banco Bpm di fornire credito all'economia reale nei prossimi anni».

«Pertanto», continua Orcel nella nota diffusa in serata da Unicredit, «la decisione recentemente annunciata da Bpm di procedere a prescindere è motivo di preoccupazione. Alla luce di questi sviluppi Unicredit valuterà con la dovuta attenzione e - dopo aver compreso le possibili misure di mitigazione e il loro costo, il risultato dell'offerta Anima e ogni altra circostanza rilevante - deciderà se proseguire o meno nell'operazione, in linea con i termini della sua offerta. Tenendo conto, fra l'altro, degli impatti che l'eventuale acquisizione di azioni Anima da parte di Banco Bpm avrebbe su redditività, solidità patrimoniale, capacità di crescita e distribuzioni pro-forma di Banco Bpm al momento del closing, anche alla luce della tempistica, del rischio di esecuzione connesso e dell'entità delle eventuali azioni di mitigazione che il cda di Banco Bpm dovesse adottare».


A questi fini Unicredit «auspica che Banco Bpm faccia chiarezza al più presto su tutti gli elementi necessari, inclusi gli aspetti sopra menzionati, al fine di dare un'informativa completa al mercato e a tutti gli stakeholders», ha concluso Orcel.

Lo sconto su Anima e sul Danish Compromise

Al centro delle polemiche tra i due istituti c'è la scelta di Banco Bpm di rilanciare nell'opa su Anima e soprattutto il parere negativo della Bce sulla concessione del Danish Compromise. La mancata concessione del beneficio patrimoniale per Piazza Meda si tradurrà in un'aggravio di capitale da un miliardo di euro.

Già a febbraio Unicredit aveva acceso un faro sull'operazione Anima, ventilando un passo indietro sull'ops in caso di rilancio senza Danish Compromise. Di fronte ai soci Orcel giovedì 27 ha ribadito la posizione della banca: «Tengo a rimarcare che avevamo ragione a considerare un'offerta escludendo Anima, viste le incertezze che questo doveva comportare e oggi le vediamo».

Il banchiere non si è sbilanciato sull’evoluzione dell’offerta. «Proponiamo un prezzo che incorpora un premio di almeno il 15% rispetto al prezzo delle azioni di Bpm prima dell'annuncio dell'offerta su Anima - ha spiegato - Come ormai noto, tale offerta ha caratteristiche che potrebbero aumentare, mantenere inalterato o diminuire il valore della banca e che ci riserviamo di valutare una volta l'offerta sarà conclusa».

In conclusione Orcel ha precisato: «Abbiamo una possibile operazione con Banco Bpm che se fatta ai termini corretti che abbiamo più volte ricordato può aggiungere molto valore a tutti gli stakeholders. Se questo non fosse possibile, non perseguiremo questa opportunità e - come impegno preso con i nostri azionisti - continueremo con il nostro scenario base che rimane comunque molto positivo».

Le parole di Padoan

Di fronte ai soci ha parlato anche il presidente di Unicredit Pier Carlo Padoan: «La nostra ambizione è sempre stata quella di diventare la banca per il futuro dell'Europa, un punto di riferimento fondamentale per la prosperità del nostro continente».

«La decisione di presentare un'offerta agli azionisti di Banco Bpm – ha continuato Padoan – non sarebbe mai stata possibile senza i risultati eccezionali che abbiamo raggiunto, frutto dell'azione sinergica del nostro gruppo: un team unito e coeso, sempre orientato verso obiettivi chiari e condivisi».

Le presenze e i voti in assemblea

Nel corso dell’assise è emersa l’attuale composizione dell’azionariato della banca: Blackrock detiene il 7,377% del capitale sociale, Capital Research and Management Company è al 5,163%, Fmr Llc è al 3,090%. Quanto ai punti all’ordine del giorno, il bilancio è stato approvato con una maggioranza del 99,5% dei votanti, mentre la politica di remunerazione è passata con il 66,5% contro l'88% dell’anno scorso. All’aumento per l'ops è andato il sì del 99,9% dei soci. (riproduzione riservata)



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