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Andrea Orcel, Unicredit
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Unicredit, parla il ceo Andrea Orcel: Banco Bpm è un’operazione, Commerz un investimento. Nessuna ambizione su Mps

25 novembre 2024, 08:08 Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2024, 17:56

Il banchiere: non credo che l'annuncio dell’ops sia una grande sorpresa. Non avrebbe dovuto esserlo per Commerzbank, e ancor meno su Banco Bpm. Altolà sull’operazione Banco-Anima: per la passivity rule ogni ritocco andrà approvato dall’assemblea di Piazza Meda. | Unicredit lancia opa su Banco Bpm da 10,1 miliardi di euro, ecco i concambi.

Il ceo di Unicredit Andrea Orcel ha condiviso con il mercato la sua agenda di m&a in Italia e all’estero. Lunedì 25 novembre, subito dopo l’annuncio dell’ops su Banco Bpm, il banchiere ha spiegato in conference call la logica della mossa: «Per noi Commerzbank (l’istituto di cui Unicredit ha rastrellato sinora il 9% ed è pronto a scalare) è un investimento, Banco Bpm è un'operazione». La mossa su piazza Meda comunque non dovrebbe stupire il mercato: «non credo che l'annuncio dell’ops sia una grande sorpresa. Non avrebbe dovuto esserlo per Commerzbank, e ancor meno su Banco Bpm», ha spiegato Orcel.

Perché Banco Bpm

Nel suo intervento il banchiere è stato molto chiaro sulle ragioni del deal: «il settore bancario italiano, che è uno dei nostri due mercati più grandi, si sta potenzialmente consolidando, quindi non possiamo restare fuori da questo processo. Inoltre, per la prima volta da molto tempo, le valutazioni di Bpm e di Unicredit sono allineate e c'è molta meno divergenza. Da ultimo, pensiamo che questo sia il momento giusto e lo abbiamo dimostrato con il piano industriale di Unicredit. Non c'è motivo per cui il team che ha fatto quello che ha fatto in Italia, con tutta la sua esperienza, non possa ora concentrarsi su un perimetro più ampio», ha concluso Orcel.

Il prezzo offerto

Il mercato si è concentrato sul premio offerto da Unicredit: 0,5% rispetto al valore del titolo Banco Bpm del 22 novembre e 15% rispetto al prezzo undisturbed del 6 novembre, circa il 20% settembre aggiustato. «L'offerta sembra essere molto vicina al prezzo spot di chiusura di venerdì. Ma se la osservate più da vicino e prendete il valore undisturbed prima dell'operazione Anima e prima della speculazione su altri deal, scoprirete che rispetto a entrambi gli elementi siamo tra il 12 e il 20% di premio implicito.

Nessuna ambizione su Mps

Non c’è invece un interesse per Mps: «Non abbiamo ambizioni su Mps», ha tagliato corto Orcel che nel 2021 aveva esaminato una possibile integrazione della banca senese ritirandosi però all’ultimo momento dalle negoziazioni. Occorre però ricordare che già oggi Banco Bpm ha il 5% di Mps mentre Anima possiede il 4%. Quindi a bocce ferme Unicredit potrebbe ritrovarsi azionista di Mps al 9%. 

L'azionariato della banca senese è stato rivoluzionato nei giorni con il collocamento del 15% in mano al Tesoro. L’operazione ha portato nel capitale il Banco (5%), accanto ad Anima (4%), Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin (entrambi al 3,5%). Orcel ha commentato così il deal: «Banco Bpm ha detto che la partecipazione acquisita in Mps serve a proteggere gli accordi di distribuzione con Anima. Penso sia una buona idea». Nei giorni precedenti all’ingresso in Mps infatti il Banco aveva lanciato un’opa volontaria sul 100% di Anima, sfruttando i benefici patrimoniali derivanti dal Danish Compromise

La passivity rule per Banco Bpm

Proprio in relazione all’opa di Banco Bpm su Anima, Orcel ha ricordato che scatteranno i vincoli della passivity rule, la normativa che tutela la contendibilità delle società quotate impedendo che gli amministratori attuino iniziative difensive. Tra i paletti posti dalla legge c’è il divieto non solo di annunciare nuove operazioni, ma anche di correggere il tiro di quelle in corso. In questo momento, per la passivity rule, se Banco Bpm «vuole alzare l'offerta su Anima dovrà convocare l'assemblea», ha spiegato Orcel, durante la presentazione dell'ops su Piazza Meda.

L'assenza di modifiche all'opa su Anima è tra le condizioni di efficacia dell'ops: quella su Anima «penso sia una buona transazione. Vedremo se otterrà le autorizzazioni e andrà avanti. Se avranno e avremo successo, rafforzerà la nostra strategia nell'asset management».

La sfida di banche europee

«L'Europa ha bisogno di banche più forti e più grandi che la aiuti

4no a sviluppare la propria economia e a competere contro gli altri principali blocchi economici. Grazie al lavoro svolto negli ultimi tre anni, UniCredit è ora ben posizionata per rispondere anche a questa sfida». Il ceo di Unicredit Andrea Orcel traccia il senso dell'operazione su Banco Bpm, con cui ha dato uno scossone al settore questa mattina.
 

«Con questa acquisizione di uno dei nostri obiettivi storici, rafforziamo la nostra posizione in Italia, e al contempo incrementiamo ulteriormente il valore che possiamo creare per i nostri stakeholder in quel mercato così come per i nostri azionisti. L'Europa ha bisogno di banche più forti e più grandi che la aiutino a sviluppare la propria economia e a competere contro gli altri principali blocchi economici. Grazie al lavoro svolto negli ultimi tre anni, Unicredit è ora ben posizionata per rispondere anche a questa sfida».

Orcel vede tempi stretti per la chiusura della partita con Bpm. L’obiettivo è diventare così la terza banca europea. Dall'integrazione Unicredit si aspetta sinergie per circa 300 milioni dal rafforzamento dell'offerta di prodotti e risparmi di costi di circa 900 milioni l’anno.

La posizione su Commerzbank

Il banchiere parlando con gli analisti si è espresso anche sulla scalata lanciata nei mesi scorsi su Commerz: «La nostra posizione in Commerzbank è un investimento. Non c'è una transazione, non c'è un accordo. Non c'è nient'altro in quanto tale, non c'è sforzo di gestione, nessuna esecuzione, nessuna divergenza. Ci sono due istituzioni, una delle quali ha investito nell'altra, e adesso stanno cercando di fare il loro lavoro al meglio del loro canale», ha spiegato Orcel, nella conference con gli analisti dopo l'annuncio dell’operazione con Banco Bpm. «Dobbiamo essere pazienti. Abbiamo già detto che procederemo solo se ci saranno determinate condizioni, che richiedono un cambiamento di posizione. Quindi aspetteremo, in rispetto della Germania e delle prossime elezioni che richiedono tempo per valutare la nostra posizione. Sarà un'attesa relativamente lunga. Ora stiamo bene dove siamo, stiamo osservando come si evolve la situazione e ci impegniamo in modo costruttivo al momento senza forzare la situazione», ha concluso Orcel.

L’impatto dell’operazione 

In caso di successo, l'ops volontaria su Banco Bpm «consumerà 70 punti base del nostro capitale, che al momento è in eccesso» e non comporterà quindi «deviazioni significative» sulla situazione patrimoniale e sulla distribuzione dei dividendi. Lo ha detto l'ad di Unicredit, Andrea Orcel, durante la conference call con gli analisti.

«Come abbiamo promesso ai nostri azionisti, la transazione dovrebbe essere di circa il 15% di ritorno sull'investimento - ha proseguito – è un'operazione dall'alto razionale sia da un punto di vista strategico che industriale». E ha sottolineato: «Si tratta del momento giusto e per la prima volta da tanto tempo le valutazioni sono allineate. E più avanti: «Non ci sono ragioni per cui questo team non possa concentrarsi nel fare qualcosa in modo più aggressivo su un perimetro maggiore». (riproduzione riservata)



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