A due giorni dal blitz che ha portato Unicredit al 9% dei Commerzbank, partono le discussioni tra la banca italiana e il governo tedesco. Secondo quanto riportato da Reuters, emissari di piazza Gae Aulenti avrebbero avviato colloqui con esponenti dell’esecutivo di Berlino.
Prima dell’acquisto della partecipazione infatti il vertice di Unicredit non ha avuto contatti formali con le istituzioni tedesche e con la vigilanza. Il gruppo italiano si sarebbe mosso in solitaria, prima rastrellando il 4,5% sul mercato e poi presentandosi direttamente all’asta avviata martedì 10 dallo Stato per cedere il suo 4,5%. L’esborso complessivo è stato di 1,5 miliardi.
Una fonte del governo tedesco ha affermato che spetta alle banche decidere e che l’esecutivo non è in linea di principio contrario a un'alleanza, ma ha riconosciuto l'opposizione di Commerz. «Dobbiamo prendere in considerazione i desideri di Commerzbank. C'è ovviamente un forte rifiuto da parte della forza lavoro», ha spiegato la fonte.
Finora né il governo tedesco, né altre istituzioni di Berlino si sono espressi sull’operazione e solo i sindacati sono usciti allo scoperto. Stefan Wittmann per esempio, portavoce di Verdi che siede nel board di sorveglianza di Commerz, è andato all’attacco in un’intervista al quotidiano francese Les Echos. Se non riesce a rimanere indipendente, l’istituto di Francoforte «farebbe meglio a impegnarsi in colloqui di cooperazione con una banca francese piuttosto che legarsi all'italiana Unicredit. Ci capiamo meglio con i francesi che con i milanesi in termini di politica industriale e su come gestire una banca».
Le uniche reazioni istituzionali sinora sono arrivate dai banchieri centrali. Venerdì 13 si è espresso il presidente della Bundesbank Joachim Nagel: «Abbiamo bisogno di banche forti e robuste che finanzino le imprese per affrontare le sfide future». Nagel ha preferito non commentare: «In una fusione bancaria, comunque vada a finire, è importante che i modelli di business si completino a vicenda e che alla fine si ottenga una banca competitiva. È anche chiaro che la Germania ha bisogno di banche forti che finanzino le imprese per affrontare le sfide future. Questo è esattamente ciò che conta nel caso in questione».
Una netta apertura è arrivata invece dal presidente della Bce Christine Lagarde: «Il consolidamento bancario a livello europeo è qualcosa che da più parti è auspicato da tempo: sarà interessante vedere come questo processo si attuerà nelle settimane che verranno», ha dichiarato il 12 settembre Lagarde, nel corso della conferenza stampa sul taglio dei tassi.