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Papa Leone XIV
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Una legge per esentare Leone XIV dalle tasse da pagare in Usa: dai Repubblicani una proposta per sottrarre al Fisco i papi americani

di Giusy Iorlano
25 luglio 2025, 20:10 Ultimo aggiornamento: 20:19

Sarebbe stata proprio la Santa Sede ad esprimere le prime preoccupazioni. Il rischio è che il Santo Padre sia tenuto a dichiarare fondi formalmente gestiti nell’ambito delle sue funzioni papali, come le donazioni o l’Obolo di San Pietro. 

A quanto pare la talare bianca da Papa non esenta dal pagare le tasse. Almeno negli Stati Uniti dove un disegno di legge è stato presentato al Congresso, il 18 luglio scorso, proprio per evitare che i papi con cittadinanza statunitense (come, appunto, Leone XIV) siano soggetti agli obblighi fiscali federali. Non solo. Il provvedimento impedirebbe che la loro cittadinanza venga revocata durante il loro mandato di Pontefice. A riportare la notizia è stato il portale di informazione cattolica The Pillar.

Il disegno di legge, l’Holy Sovereignty Protection Act (HR 4501), è stato presentato dal deputato repubblicano Jeff Hurd del Colorado ed arriva a meno di tre mesi dall’elezione di Leone XIV, il primo pontefice nato negli Stati Uniti, già cardinale Robert Prevost, originario di Chicago. 

Una questione fiscale inedita

Si tratta di un problema assolutamente nuovo: gli ultimi Papi non sono stati tenuti a pagare le tasse nei rispettivi Paesi di provenienza, Polonia (Wojtyla), Germania (Ratzinger) e Argentina (Bergoglio). Il dilemma è, dunque, inedito e si cerca ora una risposta politica: cosa accade quando un cittadino americano diventa capo di uno Stato straniero con poteri assoluti?

«Questa sarebbe la prima volta che un Papa potrebbe aver bisogno di assumere un commercialista», aveva commentato con la stampa americana Jared Walczak, vicepresidente dei progetti statali della Tax Foundation. 

La questione nasce, appunto, dalla situazione unica di Leone XIV: la sua doppia cittadinanza – statunitense e peruviana – e il ruolo di leader della Chiesa cattolica e capo dello Stato della Città del Vaticano hanno acceso il dibattito, tanto a Capitol Hill quanto all’interno della Santa Sede. Il nodo principale riguarda proprio il regime fiscale extraterritoriale previsto dalla normativa americana, che obbliga ogni cittadino, anche se residente all’estero, a dichiarare il proprio reddito e i conti bancari stranieri al fisco statunitense. In teoria, dunque, anche un pontefice rientrerebbe tra i soggetti obbligati, con il rischio di essere tenuto a dichiarare fondi formalmente gestiti nell’ambito delle sue funzioni papali, come le donazioni o l’Obolo di San Pietro.

Secondo alcuni esperti di diritto l’unico modo per evitare complicazioni legali sarebbe un’esplicita rinuncia alla cittadinanza americana o un’esenzione normativa approvata dal Congresso. Quest’ultima opzione è al centro del disegno di legge presentato da Hurd.

La questione sollevata già dopo il Conclave

Già poco dopo il Conclave la questione era stata sollevata dalla stampa statunitense che sottolineava che in quanto cittadino statunitense, l’uomo precedentemente chiamato cardinale Robert Prevost «è soggetto agli stessi obblighi di segnalazione all’Irs (Internal Revenue Service) e al Tesoro degli altri cittadini americani residenti all’estero».

A norma di legge vigente, dunque, Prevost sarebbe probabilmente tenuto a fare la dichiarazione dei redditi negli Stati Uniti «a meno che non rinunci alla cittadinanza statunitense», scriveva il Washington Post.

Le prime preoccupazioni, a quanto pare, sarebbero giunte proprio da Oltretevere (e non si esclude che dalla Segreteria di Stato non abbiano già vagliato l’ipotesi della rinuncia alla cittadinanza americana).

Il disegno di legge «è stato presentato in seguito alle preoccupazioni della Santa Sede per le possibili complicazioni legali derivanti dall’elezione di Leone XIV come primo Papa americano», riferisce sempre il sito di informazione religiosa. Hurd, membro del Congresso al primo mandato in rappresentanza del 3° distretto del Colorado, ha affermato che «questa legislazione riconosce la natura straordinaria del papato, un ruolo all'incrocio tra fede, leadership e responsabilità globale».

«L’elezione di Papa Leone XIV segna un momento storico non solo per la Chiesa cattolica, ma anche per l'America», si legge nella dichiarazione del deputato.

Il disegno di legge, il cui testo completo non è stato ancora reso pubblico, dovrà ora affrontare il percorso legislativo ordinario, tra eventuali revisioni e possibili opposizioni in Congresso. Resta da vedere se riuscirà ad affermarsi come soluzione stabile a una situazione mai verificatasi prima: un cittadino americano al vertice della Chiesa cattolica e al tempo stesso sotto la lente del fisco degli Stati Uniti.

Se approvata, la legge proteggerebbe la cittadinanza di qualsiasi Papa americano e lo esonererebbe dal pagamento delle tasse o dalla presentazione della dichiarazione dei redditi per gli Stati Uniti durante il suo mandato pontificio.(riproduzione riservata)



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