Circa 200 mila persone, ogni anno, decidono di destinare il 5x1000 all’Ail, Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma. La firma dei contribuenti, accanto al codice fiscale 80102390582, vale 6,6 milioni di euro, secondo l’ultima rilevazione disponibile dell’Agenzia delle entrate (2021). Si tratta del 14 per cento degli oltre 46 milioni di euro raccolti ogni anno dall’associazione che, da più di 50 anni, promuove e sostiene progetti di ricerca e assistenza ad alto valore scientifico sanitario e sociale a livello ematologico. Ail ha un sito dedicato al 5x1000 dove si trovano informazioni utili e proposte per essere costantemente aggiornati. Anche quest’anno la campagna di riprende uno slogan caro all’associazione «Non lasciare che il linfoma spezzi il mio sogno» (#maipiùsognispezzati). Testimonial sono un bambino che sogna di fare l’astronauta, una giovane donna chef che aspira ad aprire un ristorante e un giovane motociclista che sogna il giro del mondo in moto. Nel sito c’è anche un resoconto dettagliato di come vengono destinati i fondi raccolti. Per ogni euro donato, 40 centesimi sono per la ricerca scientifica, 33 per l’assistenza a pazienti e famiglie, 24 per i centri ematologici e 3 per sostenere i costi di struttura.
Grazie ai fondi del 5x1000, Ail ha finanziato 205 progetti di studio nel campo dei tumori del sangue. L’associazione ha una stretta collaborazione con il gruppo di ricerca Gimema (Gruppo italiano malattie ematologiche dell’adulto), una fondazione no profit per lo sviluppo e la formazione della ricerca scientifica sulle malattie ematologiche a cui aderiscono circa 150 centri di ematologia, quasi tutti i centri italiani. Sono mediamente attivi oltre una ventina di studi clinici che coinvolgono la gran parte dei centri aderenti al gruppo cooperativo. «Per ciascuno studio», spiega Marco Vignetti, presidente di Fondazione Gimema, «vengono reclutati centinaia, a volte migliaia di pazienti che verranno seguiti non solo durante lo svolgimento della terapia sperimentale a cui hanno aderito ma anche nel seguito della loro vita, anche nel corso delle visite di controllo». L‘Ail sostiene e «finanzia tutto questo, come sempre, nel pieno interesse dei pazienti che hanno la concreta possibilità di usufruire immediatamente dei benefici di questi progetti di ricerca». Tra i progetti sostenuti con il 5x1000 c’è lo Studio Aml 2120 Forme familiari per la valutazione dell’incidenza di forme familiari di leucemia mieloide acuta (Lma) e sindrome mielodisplastica (Smd). La Lma rappresenta quasi l’80% di tutte le leucemie acute degli adulti, in pazienti affetti da neoplasie mieloidi (Lma/Smd). Un altro progetto finanziato (Aml 1919 Ameliorate) riguarda lo studio per l’intensificazione precoce del trattamento in base alla presenza di particolari marcatori in pazienti con Lma e con mutazione Flt3, un modo per la personalizzazione delle cure e ottimizzare il rapporto beneficio/rischio correlato alla terapia. Le Sezioni Ail, attraverso i Centri di ematologia di riferimento, realizzano laboratori, acquistano apparecchiature e materiali di consumo, erogano borse di studio. L’associazione infatti garantisce autonomia delle 82 singole sedi in modo che i fondi siano spesi lì dove sono raccolti, nel più limpido dei modi e per gli obiettivi Ail: ricerca scientifica, assistenza, sostegno ai centri ematologici e formazione. Nel web si trovano infatti siti con campagne del 5x1000 di varie sedi provinciali che, durante l’anno, organizzano anche raccolte fondi con la vendita delle uova pasquali e delle stelle di Natale.
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