Un robot dotato di intelligenza artificiale, capace di adattarsi a nuovi ambienti, movimentare e scaricare merci riconoscendone caratteristiche e dimensioni per ottimizzare spazi e aumentare la sicurezza sul lavoro. A scommetterci è Angelini Technologies, la società del gruppo Angelini Industries che attraverso la controllata Fameccanica opera nell’automazione industriale e nella robotica per la logistica.
Per scovare questa innovazione il gruppo guidato da Sergio Marullo di Condojanni è andato negli Stati Uniti, a Portland (Oregon) per investire nella startup Lab0, in un viaggio che, ironia della sorte, è continuato in Italia. «A fondare Lab0 è stato David McCalib, che dopo aver lavorato in Amazon ha deciso di creare una società di robotica ed era alla ricerca di competenze scientifiche per rendere più efficiente il sistema di carico e scarico dei tir. Non le ha trovate negli Stati Uniti ma a Genova, dove opera un team internazionale di professionisti provenienti dall’Istituto Italiano di Tecnologia», racconta Marullo di Condojanni.
L’ingresso di Angelini Technologies nel capitale di Lab0, che parte con una quota di minoranza con la possibilità di salire fino al 100%, consentirà l’industrializzazione su larga scala del nuovo robot. Le potenzialità sono notevoli, considerando che il mercato della logistica intelligente a livello globale è stimato in oltre 8 miliardi entro il 2030 (dati Polaris Market, Precedence, Market Research Intellect).
Chi sono i possibili clienti? «Gli utilizzi possono essere molteplici, dallo scarico di un pneumatico alla movimentazione di una valigia in un’area aeroportuale, e il robot può essere applicato in ambienti del tutto nuovi ma anche dove già esistono soluzioni logistiche che possono essere integrate», aggiunge Marullo di Condojanni.
Per Angelini Technologies, guidata dall’amministratore delegato Luigi De Vito e arrivata a rappresentare circa il 20% dei ricavi complessivi del gruppo Angelini Industries (più noto per la componente farmaceutica), si tratta di un’operazione che potrebbe dare una svolta al business della logistica. Fameccanica dal 2022 è sotto il pieno controllo di Angelini Industries dopo essere stata joint venture paritetica con P&G, da 50 anni leader nel settore del converting, ovvero nella realizzazione di macchinari industriali per la produzione di beni di largo consumo (come pannolini e assorbenti). Sebbene quest’ultimo business continui a rappresentare circa la metà del fatturato di Fameccanica, negli ultimi quattro o cinque anni Angelini Technologies ha investito nella valorizzazione della capacità ingegneristica sviluppata in questi cinquant'anni, utilizzandola nel settore della robotica e più in particolare nella robotica applicata alla logistica, che rappresenta appunto un mercato in rapidissima espansione a livello mondiale. Angelini Technologies ha quindi già sviluppato soluzioni in cui sistemi di visione guidati dall’intelligenza artificiale muovono bracci robotici capaci di prendere e smistare pacchi. Lab0 è però il tassello che mancava.
«L’investimento nella startup statunitense, che è software based, consentirà di fare un salto in avanti passando dall’essere integratori di sistema a sviluppatori di soluzioni che consentono di offrire ai clienti un prodotto finito, veramente innovativo grazie anche all’AI», spiega De Vito. Potenziali fruitori sono i grandi gruppi di logistica, a partire da Amazon e tenendo conto che il 70-80% dei clienti di Angelini Technologies già oggi è basato negli Stati Uniti. «L’investimento in Lab0 ha due elementi strategici: la costruzione di un asset proprietario in termini di capacità di intelligenza artificiale e robotica, che consentono la scalabilità internazionale del modello industrial, e la presenza diretta all'interno di hub globali dell'innovazione statunitensi», continua De Vito.
In Angelini Technologies c’è già tanto di statunitense ma la volontà è di crescere ancora negli Usa. «In programma c’è l’apertura di una sede a Boston, con 100 assunzioni previste negli stabilimenti degli Stati Uniti nel prossimo biennio per arrivare a 160 addetti», dice De Vito. E la sede di Cincinnati, aperta nel 2009, sarà raddoppiata. «Boston, uno degli ecosistemi più avanzati al mondo a livello tecnologico, permetterà ad Angelini Technologies di accedere a talenti altamente qualificati con competenze molto diverse rispetto a quelle attuali e di rafforzare collaborazioni con le università e i centri di ricerca ed è anche una sede importante di clienti di riferimento nel mondo della logistica». (riproduzione riservata)