La vita di Sergio Marchionne diventa un film. A pochi giorni dal trailer ufficiale di Portobello, la serie tv su Enzo Tortora presenta a Venezia 2025 e che sarà il prodotto di lancio per l’uscita di HBO Max in Italia a marzo 2026, il regista Marco Bellocchio annuncia già il suo prossimo film.
“Falcon”, questo il titolo, sarà un biopic sul carismatico dirigente dell'industria automobilistica Sergio Marchionne, scomparso il 25 luglio 2018, e che nel 2005 risollevò la Fiat da una profonda crisi internazionale portandola nel 2009 alla fusione con Chrysler. Una storia italiana e di successo, quella del top manager di origine chietina ma vissuto in Canada, che dal 2004 al 2018 ha fatto crescere il valore in borsa del titolo Fiat di quasi dieci volte.
«Mi piace l’idea (perché c’è ancora tanto da fare, siamo solo agli inizi) - dice Marco Bellocchio - di raccontare un italiano, Sergio Marchionne, che sfida in America due giganti, GM e Chrysler e vince. Non si fa assoggettare, non si fa schiacciare, la sua genialità, il suo coraggio e la sua spietatezza manageriale salvano la Fiat che, come dicevano gli esperti, era “tecnicamente fallita”. Risorge non solo con lui ma con la partecipazione attiva del giovanissimo “maggiore azionista” (John Elkann, ndr) e di tutta la famiglia», sottolinea il regista.
Le riprese di Falcon dovrebbero iniziare nel 2026 in Italia, ma coinvolgeranno anche gli Stati Uniti e il Canada. Il progetto, scritto da Marco Bellocchio con Ludovica Rampoldi, Andrea di Stefano, Stefano Rulli e con la partecipazione di Oliviero Del Papa, sarà prodotto da Simone Gattoni per Kavac Film, Mattia Mor per Emotion Network e Rai Cinema.
L’85enne regista ha infine aggiunto che sarà il ritratto di un uomo che nonostante le grandi imprese manageriali, non si è mai allineato con l’establishment politico nazionale, che lo ha sempre visto sostanzialmente come una minaccia.
«Mi piace raccontare di un vincitore che ritornato in patria è accolto da alcune istituzioni italiane di sinistra, di centro e di destra con ostilità. Un “vincitore tragico” si potrebbe definire alla fine della storia», conclude il regista. (riproduzione riservata)