«Abbiamo un piano, una road map e c’è anche la volontà politica. Ora quel che importa davvero è agire uniti perché il mondo non ci aspetta e quindi dobbiamo accelerare. Penso che l’endorsment arrivato a Budapest dal Consiglio sia un ottimo segnale in questa direzione».
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, presenta la bussola sulla competitività, la serie di misure che dovrà aiutare l’Unione Europea a colmare il gap con Stati Uniti e Cina. Il progetto mette insieme le proposte contenute nei report di Mario Draghi e di Enrico Letta.
Da von der Leyen è arrivato un appello all’unità, rivolto ai 27 Stati Membri, per concentrare gli sforzi dell’Ue su tre priorità: chiudere il divario nell’innovazione, favorire la de-carbonizzazione e la competitività delle aziende Ue, e ridurre le dipendenze. Tre obiettivi da raggiungere sfruttando le potenzialità del mercato unico. «La nostra carta migliore», spiega la presidente.
Ma anche grazie a uno sforzo sulla semplificazione. «Dal mondo delle imprese è arrivato un segnale chiaro: le procedure amministrative europee sono troppo complesse», commenta von der Leyen. «Faremo una proposta a febbraio per semplificarle e puntiamo a ridurre del 25% la burocrazia per tutte le aziende europee. Misure che garantiranno un risparmio di 37 miliardi l'anno entro il 2029».
Regole più semplici non basteranno però senza finanziamenti adeguati. «Faciliteremo l’accesso al venture capital. Se guardate al capitale di rischio globale, solo il 5% viene raccolto nell’Ue, percentuale che arriva al 52% negli Usa e al 40% in Cina», dichiara von der Leyen.
«All’Europa occorre un mercato dei capitali efficiente che trasformi i risparmi privati in investimenti: presenteremo un’unione dei risparmi, con incentivi al capitale di rischio. Anche gli investimenti pubblici avranno un peso decisivo, per questo motivo il prossimo budget sarà ricalibrato sulle nostre priorità».
Sul tema il vicepresidente della Commissione con delega alla Strategia industriale, Stéphane Séjourné, concorda con la presidente: «Dobbiamo aumentare drasticamente i finanziamenti necessari ai nostri imprenditori. I capitali privati rappresentano un importante strumento di leva e per stimolarli creeremo nuovi prodotti di risparmio europei, accompagnati da una legislazione favorevole agli investimenti. Nel prossimo bilancio presenteremo anche un fondo per la competitività: il suo compito sarà garantire che il denaro pubblico generi un maggiore investimento privato nell’economia reale».
I capitali raccolti saranno dirottati sull’innovazione. Qui von der Leyen punta forte sull’intelligenza artificiale e lancia «un’ampia strategia sulla nuova tecnologia, che prevede anche le fabbriche dell’AI per permettere alle aziende di sviluppare dei modelli per i supercomputer». La presidente ricorda anche che «i brevetti dell’Ue sono in linea con quelli di Usa e Cina, ma da noi solo un terzo viene poi commercializzato».
Per risolvere questo problema la Commissione presterà più attenzione alle startup: «Dobbiamo eliminare gli ostacoli che incontrano sul mercato unico e facilitare il loro accesso al capitale». Per riuscirci l’Ue varerà il 28esimo ordinamento, cioè una serie di regole comuni a tutti i 27 Stati Membri che semplificano la vita a chi è attivo su più mercati.
L’Ue andrà avanti anche sul Green Deal. «L’obiettivo è lo stesso, ma vogliamo raggiungerlo meglio e più velocemente, quindi dobbiamo ridurre la complessità perché la net zero economy è decisiva per la nostra prosperità. Per questo motivo dobbiamo supportare le industrie tradizionali, a partire dall’auto», afferma la presidente. I produttori rischiano multe milionarie se dal 2025 non raggiungeranno i target sulle emissioni di Co2 stabiliti dall’Ue.
Sul tema von der Leyen precisa che la Commissione agirà con «equità perché alcune case hanno già investito e hanno raggiunto gli obiettivi. Ma serviranno anche flessibilità e pragmatismo: per una soluzione è questione di settimane, non di mesi». I produttori automobilistici sono anche tra i più colpiti dal caro energia. «Abbiamo un piano per i settori ad alta intensità energetica», dichiara la presidente. «Hanno bisogno di prezzi dell’energia più bassi».
L’ultima priorità è la sicurezza del continente, negli scambi commerciali e negli approvvigionamenti di materie prime chiave (nascerà una piattaforma per gli acquisti comuni). «Siamo campioni nell’export e dobbiamo attrarre sempre nuovi partner grazie alla nostra reputazione», spiega von der Leyen. «Il nostro piano è investire dove ci sono le materie prime di cui abbiamo bisogno, per poi portare i prodotti finiti in Europa: così vinceremo tutti».
Sul mercato globale le imprese europee dovranno confrontarsi con rivali spesso avvantaggiati da sussidi pubblici. «Dobbiamo migliorare le norme sugli aiuti di Stato per guardare non solo alla parità di condizioni all'interno dell’Ue, ma anche a livello mondiale. La competizione oramai è globale, quindi gli aiuti di Stato devono essere più rapidi e flessibili». (riproduzione riservata)