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Paolo Gentiloni
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Ue, il commissario Paolo Gentiloni: crescita rassicurante nonostante le difficoltà della Germania. Col Mef dialogo positivo

07 settembre 2024, 10:43 Ultimo aggiornamento: 17:13

Da Cernobbio il commissario all’Economia si mostra positivo sulla cresciata dell’Ue e dell’Italia. In arrivo nuovi fondi per l’Ucraina. Negli Usa meglio Kamala Harris di Donald Trump. I consigli alla prossima Commissione | Paolo Gentiloni: l’obiettivo deve essere un bilancio comune | Big tech, Margrethe Vestager: voglio smembrare Google

Una crescita modesta, comunque meglio della stagnazione del 2023, e che arriva nonostante il rallentamento della Germania. Dal Forum Ambrosetti di Cernobbio il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, mostra fiducia sull’economia Ue. «Eurostat ha confermato la previsione di una crescita dell’1% nel 2024, che salirà all’1,4-1,5% nel 2025», spiega l’ex premier italiano. «Certo, è un risultato modesto rispetto agli Usa, ma comunque positivo vista la stagnazione del 2023. Vedo una crescita in molti Paesi e l’Italia si mantiene dentro la media Ue. Questo è rassicurante».

Gentiloni passa poi alle note positive, che arrivano dal mercato del lavoro con la disoccupazione che rimane a livelli storicamente bassi. Anche dall’inflazione vengono buone notizie perché nel 2025 i prezzi dovrebbero avvicinarsi all’obiettivo del 2% della Bce. «Un risultato che contribuirà a decisioni di politica monetaria più favorevoli alla crescita», afferma il commissario all’Economia.

La frenata tedesca

Non mancano le incognite. Tra di loro Gentiloni evidenzia i rischi geopolitici e poi la condizione di debolezza di alcune grandi economie europee. «La Germania è in fase stagnazione purtroppo, non è ancora tornata ai livelli pre-pandemia nonostante siano passati cinque anni», chiarisce l’ex premier. «Speravano che il recupero del potere di acquisto dei tedeschi si trasformasse in maggiori consumi, invece è diventato risparmio. Le difficoltà della Germani graveranno sull’economia dell’Unione».

I piani di rientro dei governi

Il commissario è a fine mandato e così da Cernobbio fa il punto anche sulle ultime settimane di lavoro, occupate dai confronti con alcuni governi sui piani di rientro necessari alla luce del nuovo Patto di Stabilità e Crescita. «Mi auguro che da essi emerga un cambio di prospettiva sulle leggi di bilancio, con un modo di ragionare in ottica più pluriennale», auspica Gentiloni. «Spero che gli Stati membri ereditino il metodo Pnrr, anche se con meno vincoli perché non ci sono 800 miliardi in ballo. Sull’Italia, in particolare, posso dire che il dialogo con il Mef è molto positivo».

Il lavoro della prossima Commissione

Il commissario dà anche un consiglio al suo successore: «Sia ambizioso. Sarebbe un errore immaginare il prossimo mandato come uno di implementazione, in cui attuare le decisioni prese finora. Come ci ricordano i rapporti Letta e Draghi, in Europa deve esserci un senso di urgenza perché, pur essendoci rafforzati, il contesto internazionale ci chiede di essere ambiziosi».

Il tema più scottante in Europa resta il Green Deal, con il premier dell’Ungheria, Viktor Orban, che ha chiesto un ripensamento, auspicato da molti dopo le difficoltà del comparto automobilistico tedesco. «Sul tema deciderà la prossima Commissione», commenta Gentiloni. «Credo però che gli attuali commissari abbiano fatto bene a svolgere un ruolo di leadership sulla transizione energetica, ma questo non significa che non si possano correggere alcune scadenze come già sottolineato da Ursula von der Leyen». 

L’ex premier italiano si sofferma anche sulla politica interna. «È vero, in Europa alcune forze più euro-scettiche hanno riportato delle vittorie, ma al tempo stesso la maggioranza che sostiene von der Leyen si è riaffermata con numeri più vasti», afferma Gentiloni. «La questione quindi non è far fronte a un ribaltone politico, ma dare all’Ue gli strumenti per essere più incisiva».

Sostegno all’Ucraina

Sulla politica estera invece arrivano parole di apprezzamento per Giorgia Meloni sull’Ucraina, che a Cernobbio ha incontrato il presidente Volodymyr Zelensky. «Le sue posizioni sono in linea con quelle europee», precisa il commissario. «Se vogliamo avvicinare la pace dobbiamo sostenere Kiev e fornirgli più armi. Non è una contraddizione: solo se l’Ucraina riuscirà a resistere si aprirà una concreta possibilità di negoziato».

Gentiloni spiega anche come far arrivare i finanziamenti a Kiev: «Il G7 Finanza si sta occupando di come soddisfare la richiesta Ucraina di un prestito da 50 miliardi garantiti dagli extra-profitti degli asset russi congelati. La Commissione ha fatto una proposta che è in discussione al G7: è realistico che nelle prossime settimane si arrivi a garantire un prestito da 50 miliardi a Kiev».

Meglio Harris di Trump

Infine l’ultimo passaggio sulle elezioni americane di novembre. «Una vittoria di Donald Trump non sarebbe accolta con così tanto entusiasmo a Bruxelles, ma la Commissione è pronta a lavorare con qualsiasi presidente», dichiara Gentiloni. «L’importante è che gli Usa mantengano una leadership globale contro le autocrazie che avanzano. Su questo punto Kamala Harris offre migliori garanzie». (riproduzione riservata)

  



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