Il mercato unico «va modernizzato, deve essere completato e adattato alle sfide di oggi». È il messaggio con cui Ursula von der Leyen ha aperto il suo intervento a Strasburgo, mercoledì 20 maggio, chiedendo di rimuovere le barriere ancora presenti tra gli Stati membri e di rendere più omogenee le regole europee.
La presidente della Commissione ha indicato tra gli strumenti la proposta dei «Terribili Dieci», i principali ostacoli al funzionamento del mercato Ue, e il progetto «Ue Inc.» per creare un insieme unico di regole applicabili in tutta Europa. Forte anche il richiamo contro il cosiddetto «gold-plating», la pratica degli Stati membri di aggiungere requisiti ulteriori nel recepimento delle norme Ue: «Dobbiamo semplificare notevolmente l’espansione delle imprese in tutta Europa. Questa è la promessa fondamentale del Mercato Unico e deve essere mantenuta».
«Il mercato unico deve essere digitale fin dalla progettazione», ha affermato von der Leyen, sottolineando come la leadership tecnologica sia centrale per il futuro dell’Europa. L’obiettivo è creare condizioni favorevoli allo sviluppo di tecnologie europee e nuovi campioni industriali nel digitale.
In questo quadro si inserisce il Chips Act 2.0, che rafforzerà la posizione europea nella filiera dei semiconduttori dopo aver già mobilitato oltre 32 miliardi di euro di investimenti. La Commissione presenterà anche il «Cloud and AI Development Act» per sostenere l’ecosistema europeo dell’intelligenza artificiale, insieme al lancio delle prime gigafactory dedicate all’AI.
«Questo è il momento dell’indipendenza dell’Europa e il mercato unico deve contribuire a realizzarla», ha dichiarato, poi, la presidente della Commissione, richiamando la necessità di ridurre la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento e rafforzare la sovranità economica europea.
Tra le iniziative figura l’Industrial Accelerator Act, che punta a creare mercati per i prodotti a basse emissioni. Sul piano sociale, von der Leyen ha ribadito: «L’inclusione è fondamentale», annunciando misure per la mobilità dei lavoratori e una nuova strategia contro la povertà. «I posti di lavoro di qualità sono un bene per i lavoratori, per le imprese, per l’Europa e devono essere al centro di un mercato unico più forte». (riproduzione riservata)