È il giorno dell’incontro fra Usa e Russia a Riad, in Arabia Saudita per la pace in Ucraina. I colloqui sono iniziati: presenti il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il segretario di Stato Usa Marco Rubio. Al vertice partecipano anche il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, e il ministro di Stato Musaed Al-Aiban.
Si tratta dell’incontro più significativo dall’invasione russa dell’Ucraina quasi tre anni fa, il 24 febbraio del 2022, e punta a spianare la strada a un incontro fra il presidente Usa Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin.
Il recente blitz diplomatico degli Stati Uniti sulla guerra - con Trump che all’inizio del mese ha stravolto la politica Usa su Ucraina e Russia affermando che lui e Putin avevano concordato di avviare negoziati sulla fine del conflitto - ha fatto sì che Kiev e i principali alleati si affannassero per assicurarsi un posto al tavolo, nel timore che Washington e Mosca potessero portare avanti un accordo non favorevole per loro.
Gli europei sono stati esclusi dal summit saudita: «Non so cosa dovrebbero fare al tavolo delle trattative. Se escogitano qualche idea astuta per congelare il conflitto e con le loro consuetudini, disposizioni e abitudini intendono continuare la guerra, allora perché invitarli lì?», si è chiesto retoricamente Lavrov. I russi, poi, sono stati chiari sulle condizioni: non faremo «concessioni territoriali». Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che a Riad non è invitato, (ci arriverà mercoledì ma per un viaggio che era già programmato, ha fatto sapere), ha già dichiarato che il suo Paese non accetterà il risultato se Kiev non parteciperà ai negoziati: i colloqui fra Stati Uniti e Russia «non produrranno alcun risultato» senza i funzionari ucraini, ha dichiarato durante una teleconferenza con i giornalisti dagli Emirati Arabi Uniti.
Per l’Arabia Saudita, invece, i colloqui costituiscono un passo importante verso un obiettivo che il leader de facto, il principe ereditario Mohammed bin Salman, ha perseguito per tutta la durata della guerra: mettere il regno al centro dei negoziati diplomatici. Ha aiutato nei negoziati sui prigionieri e ha ospitato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per un vertice della Lega Araba nel regno nel 2023. Per il principe saudita ospitare questi colloqui Usa-Russia riscrive l’immagine che l’Occidente ha di lui. Principe che in tre anni di guerra in Ucraina ha giocato da abile equilibrista, continuando a coltivare i rapporti con l’amico Trump, blandendo Kiev all’Onu, ma senza mai interrompere e anzi rinforzando gli affari con Putin, sia attraverso il cartello petrolifero OPEC+ che a livello diplomatico. (riproduzione riservata)