Dopodomani si tiene a Milano l'annuale incontro della Consob con il mercato che si apre con il discorso del presidente Paolo Savona. Sarà preceduto, domani, dalla Relazione annuale dell'Ivass con l'intervento iniziale di Luigi Federico Signorini, presidente ope legis dell'istituto in quanto direttore generale della Banca d’Italia.
Sono due delle authority - s'intende con attribuzioni e ruoli istituzionali diversi, la Consob essendo innanzitutto la seconda più anziana authority dopo la Banca d'Italia che è una banca centrale con funzioni anche di authority - le quali così adempiono al dovere di accountability che è il pendant dell'autonomia nelle rispettive diverse gradazioni.
Per Savona, il cui mandato scadrà all'inizio della primavera del prossimo anno, questa di domani è l'ultima relazione annuale, anche se non mancheranno sicuramente, nei non pochi mesi che ci separano dal termine della carica, interventi, discorsi e scritti del presidente.
Savona parlerà ricordando probabilmente il mezzo secolo di vita della Commissione e, poi, naturalmente si concentrerà sul periodo del suo mandato. La Consob ha vissuto gli ultimi anni senza le polemiche che, a torto o a ragione, avevano contrassegnato precedenti gestioni. Pur nella, a volte vivace, dialettica interna, il livello della qualità delle decisioni ordinarie e straordinarie è cresciuto.
Quando si è profilata all'esterno l'accensione di qualche focolaio dialettico, poi rapidamente si è estinto, come nel caso, che si potrebbe definire emblematico, del ricorso del Banco Bpm contro la sospensione dell'iter dell'ops di Unicredit respinto dal Tar in accoglimento della linea della Commissione che aveva deciso a maggioranza, rimanendo pienamente nella fisiologia istituzionale.
Avere posto al centro delle finalità dell'Autorità la tutela del risparmio e la fissazione del suo impiego nell'economia italiana, con lo sguardo rivolto innanzitutto ai mercati - complementare rispetto a quello della Banca d'Italia - e, in questo contesto, avere affrontato i problemi dell'intelligenza artificiale generativa applicata al settore finanziario e, soprattutto, i problemi delle cosiddette criptovalute sotto il profilo del sistema dei pagamenti e dei controlli, è un indubbio merito della Consob di Savona.
Essa, in questo modo, è stata in grado di colloquiare produttivamente e collaborare con la Banca d'Italia, il cui governatore, Fabio Panetta, anche attraverso il progetto dell'euro digitale, avviato e portato avanti sotto la sua direzione quale membro dell'esecutivo della Bce, ha potuto rilevare come il ruolo della politica monetaria potrebbe essere quanto meno ostacolato dalla diffusione di strumenti digitali di pagamento privi di regolamentazione e dei controlli.
Questa cura del risparmio non è affatto estranea ai compiti della Consob che in essa trovano il loro fine ultimo. Naturalmente importante è stato pure il contributo, non sempre concordante con il legislatore o il governo ma sempre rispondente agli scopi della dialettica istituzionale, alla produzione normativa di primo livello, a cominciare dalla revisione del Testo unico della finanza ancora in fieri per le tematiche applicative.
Cosi come appare intensificata l'attività volta a prevenire le diverse forme di illeciti appelli al pubblico risparmio, le truffe digitali e, prima ancora, l'opera volta ai controlli su intermediari, per la parte i competenza, e società. Il personale di questa istituzione è di prim'ordine e su di esso si può fare affidamento per rispondere alle sfide indotte dall'evoluzione che tocca, a livello interno e internazionale, il campo finanziario in tutti i suoi aspetti.
Naturalmente, per la Consob, più che per altre authority, si pone il problema di rafforzarne istituzionalmente l'autonomia e di conferirle pienamente la possibilità di corrispondere alla legge che, per i rapporti di lavoro con i dipendenti, rinvia al contratto collettivo della Banca d'Italia. Riecheggia, qui, il tema della riforma delle Autorità di regolazione, controllo e garanzia, tenendo conto anche dell'architettura europea. Non sembra, però, che per le autorità come la Consob, che vigilano su società e mercati, si possa automaticamente trasferire lo schema introdotto per l'Eurosistema, che invece ha sue proprie peculiarità non trasponibili.
Naturalmente, l'attesa di dopodomani riguarda anche la conoscenza della posizione della Consob sulle complesse questioni relative alle offerte pubbliche promosse e ai progetti di aggregazione bancaria. Va pur sempre considerato, comunque, il limite della riservatezza su decisioni eventualmente in itinere.
In sostanza, ci si attende la prospettazione, per quel che ha fatto e progetta di fare, di una Consob non mero arbitro, ma anche in grado di svolgere una funzione propulsiva, al limite anche di moral suasion e di segnalazione di riforme e revisioni: insomma, pure un «intellettuale collettivo» capace di un efficace bilanciamento tra diritto, economia, vincoli e opportunità interni e quelli europei. Con un curriculum che ha pochissimi pari, Savona sarà al meglio della sua esperienza e competenza nel continuare a condurre l'istituzione verso nuovi traguardi. (riproduzione riservata)