Il presidente Donald Trump ha dichiarato, nella serata dei mercoledì 11 giugno, di voler inviare, entro una o due settimane, lettere ai partner commerciali per comunicare in modo unilaterale nuove tariffe doganali, in vista della scadenza del 9 luglio per reintrodurre dazi più elevati su decine di economie. La notizia fa correre l’euro sul dollaro, giovedì mattina la valuta comune sale dello 0,33% a 1,1526 contro il biglietto verde, tornando ai livelli di gennaio 2021. Corre anche l’oro, +1,5% a 3.394 dollari per oncia.
«Tra circa una settimana e mezzo, due settimane, invieremo lettere ai Paesi per spiegare qual è l’accordo», ha detto Trump mercoledì, parlando dal John F. Kennedy Center for the Performing Arts a Washington, dove stava assistendo a uno spettacolo.
«A un certo punto, manderemo semplicemente le lettere. E penso che capiate cosa significa: diremo questo è l’accordo, prendere o lasciare», ha aggiunto.
Non è chiaro se Trump seguirà davvero questo piano. In passato, il presidente ha spesso annunciato scadenze di due settimane per poi rimandarle o non agire affatto. Già il 16 maggio aveva detto che avrebbe fissato nuove tariffe per i partner commerciali degli Stati Uniti «nelle due o tre settimane successive».
Ad aprile Trump aveva annunciato dazi più alti per decine di partner commerciali, salvo poi sospenderli per 90 giorni dopo la reazione negativa dei mercati e il timore che potessero scatenare una recessione globale. Ad oggi, nonostante i negoziati in corso, l’unico accordo commerciale effettivamente raggiunto dagli Stati Uniti è con il Regno Unito, oltre a una tregua tariffaria con la Cina.
Tuttavia, anche la tregua con Pechino è stata messa in discussione, con reciproche accuse di violazione dell’accordo, il che ha portato a negoziati intensi all’inizio della settimana a Londra su come attuare l’intesa.
Trump ha affermato mercoledì che il quadro dell’accordo con la Cina è stato completato e prevede che Pechino fornisca terre rare e magneti, mentre gli Stati Uniti permetteranno agli studenti cinesi di frequentare college e università americane.
Alla domanda, durante lo spettacolo, se intendesse estendere la scadenza per consentire agli altri Paesi di concludere accordi prima che entrino in vigore dazi più alti, Trump ha risposto che sarebbe aperto a questa possibilità, ma ha aggiunto: «Non credo che sarà necessario».
Inizialmente Trump aveva ipotizzato di negoziare singolarmente con ogni partner commerciale, ma si è poi allontanato da quest’idea, dando priorità ad alcuni partner economici e riconoscendo che l’amministrazione non ha la capacità di gestire decine di trattative individuali contemporaneamente. Il team di Trump sta anche lavorando per assicurarsi accordi bilaterali con India, Giappone, Corea del Sud e Unione Europea.
Il segretario al Commercio Howard Lutnick ha detto mercoledì che l’Unione Europea sarà probabilmente uno degli ultimi partner con cui si concluderanno accordi, esprimendo frustrazione per la difficoltà di trattare con un blocco di 27 nazioni. (riproduzione riservata)