Arriva l’ennesima sparata del presidente americano Donald Trump, con parole che segnano una nuova escalation nelle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Canada. Il capo della Casa Bianca, attraverso un post su Truth Social, ha lanciato martedì 11 un duro avvertimento a Ottawa, minacciando pesanti dazi sulle importazioni di automobili dal Canada a partire dal 2 aprile. Se il governo canadese non eliminerà le tariffe contro gli Stati Uniti, Trump ha dichiarato di essere pronto a imporre rincari tali da mettere in ginocchio l’industria automobilistica canadese.
«Se il Canada non eliminerà le sue tariffe contro di noi, aumenterò sostanzialmente, il 2 aprile, i dazi sulle auto in arrivo negli Stati Uniti, il che, essenzialmente, farà chiudere definitivamente il settore di produzione automobilistica in Canada», ha scritto il presidente Usa.
Oltre all'automotive, Trump ha annunciato l’introduzione immediata di un nuovo dazio del 25% su tutto l’acciaio e l’alluminio importato dal Canada, portando l’aliquota complessiva al 50%. La decisione, secondo quanto dichiarato, è una risposta alla tariffa del 25% che l’Ontario avrebbe imposto sull’elettricità proveniente dagli Stati Uniti. Il Canada «dovrà reagire» se Trump darà seguito alla sua minaccia di raddoppiare i dazi sull’acciaio e sull’alluminio canadesi, ha dichiarato all’Afp una fonte governativa. «Come abbiamo dimostrato, dovremo ovviamente rispondere ai dazi se verranno applicati», ha sottolineato.
«In risposta ai dazi del 25% sull’elettricità imposti dall’Ontario, ho incaricato il mio Segretario al Commercio di aggiungere una tariffa aggiuntiva del 25%, arrivando quindi al 50%, su tutto l’acciaio e l’alluminio in arrivo negli Stati Uniti dal Canada», ha affermato Trump. Il provvedimento entrerà in vigore già dal 12 marzo e rappresenta un’ulteriore escalation nelle tensioni tra i due paesi, che negli ultimi anni hanno già vissuto scontri commerciali significativi.
Il Canada esporta ogni anno milioni di veicoli negli Stati Uniti e rappresenta un pilastro dell’economia del paese. Questa nuova minaccia di Trump potrebbe avere effetti significativi anche sui mercati finanziari e sulle aziende coinvolte nel settore. Stellantis, General Motors e Ford, che operano impianti produttivi in Canada, potrebbero trovarsi costrette a rivedere le proprie strategie di produzione e approvvigionamento.
Il gruppo del presidente John Elkann, che dopo le parole di Trump è scivolata a Piazza Affari (-6%), ha una forte presenza in Canada, con lo stabilimento di Windsor dedicato alla produzione della nuova Dodge Charger e dell'unico modello Chrysler ancora in gamma, la Pacifica. A Brampton, invece, viene assemblata la Jeep Compass. Ford è presente nella provincia dell’Ontario, dove gestisce un impianto per la produzione di motori V8 e uno destinato alla fabbricazione dei pick-up Super Duty. General Motors, invece, opera in tre stabilimenti canadesi, dedicati alla realizzazione dei pick-up Chevrolet Silverado – il secondo modello più venduto negli Stati Uniti – dei nuovi van elettrici Chevrolet BrightDrop e dei motori V8 della serie LS, utilizzati anche nei veicoli commerciali. (riproduzione riservata)