Il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato una nuova misura protezionistica: l’introduzione di dazi del 100% su tutti i film prodotti al di fuori degli Stati Uniti. L’iniziativa, comunicata attraverso la piattaforma Truth, mira a contrastare quella che definisce «una minaccia alla sicurezza nazionale» dovuta agli incentivi offerti da altri Paesi per attrarre produzioni cinematografiche.
Secondo Trump, l’industria cinematografica americana sta morendo rapidamente a causa di incentivi fiscali esteri che spingono le produzioni a spostarsi fuori dagli Usa. Il presidente ha definito tale fenomeno come «un attacco coordinato» che avrebbe anche implicazioni propagandistiche.
Non è chiaro come questa tariffa potrebbe essere implementata, considerando che molti film vengono girati in più Paesi. Inoltre, negli Stati Uniti i film americani già dominano il mercato interno, rendendo l’impatto commerciale di questa misura potenzialmente limitato.
Paesi come Canada, Regno Unito, Europa centrale e Australia attraggono sempre più produzioni grazie a incentivi fiscali. Anche la Cina ha potenziato la propria industria cinematografica, ma la portata internazionale dei suoi successi rimane limitata. Trump ha storicamente manifestato preoccupazione per la perdita di competitività di Hollywood. In passato ha nominato Mel Gibson, Jon Voight e Sylvester Stallone come «ambasciatori speciali» del settore, promettendo un rilancio dell’industria cinematografica americana.
La produzione cinematografica negli Stati Uniti è in calo del 26% dal 2021, complice il Covid, gli scioperi del 2023 e gli incendi in California. In risposta, la California ha aumentato il programma di incentivi fiscali da 330 milioni a 750 milioni di dollari annui e anche Stati come Georgia, New Jersey e Texas hanno rafforzato l’offerta
L’eventuale tariffa sui film stranieri si inserisce in un contesto più ampio in cui Trump ha già imposto tariffe fino al 145% su merci cinesi e un dazi minimi del 10% su importazioni da altri Paesi, mirando a riportare la produzione, compresa quella cinematografica, sul suolo americano. (riproduzione riservata)