Trump è salito sul podio del Rose Garden della Casa Bianca per annunciare che a mezzanotte (le 6 ora italiana) firmerà uno «storico ordine esecutivo che istituisce dazi reciproci sui Paesi di tutto il mondo. Ciò significa che loro lo fanno a noi e noi lo facciamo a loro. Molto semplice. Non potrebbe essere più semplice di così». Ma poi ha aggiunto: i dazi saranno «circa la metà» di quanto gli altri Paesi chiedono agli Usa. «La Cina», ha detto Trump, «ci impone dazi del 65%, noi li imporremo del 34%. I nostri amici dell’Unione Europea ci hanno veramente rubato tanti soldi. Loro 39% su di noi, noi 20% su di loro».
Questo è il risultato di una tariffa del 10% su tutte le importazioni, e tariffe ancora più elevate per le altre nazioni che la Casa Bianca considera attori negativi nel commercio. Tra i buoni, quindi con dazi solo al 10%, Trump ha messo tutti i Paesi dell’America Latina, l’Ucraina e il Regno Unito.
Trump ha definito i nuovi dazi la «dichiarazione di indipendenza economica» dell’America. «Parlando di dazi, In molti casi l’amico è peggiore del nemico», ha detto il presidente degli Stati Uniti.
Trump ha proclamato che «posti di lavoro e fabbriche torneranno a ruggire» e che le tariffe reciproche inaugureranno un'«età dell'oro» per il Paese. «Potremo potenziare la nostra base industriale nazionale, apriremo i mercati esteri e abbatteremo le barriere commerciali e, in definitiva, una maggiore produzione in patria significherà una concorrenza più forte e prezzi più bassi per i consumatori».
Il piano rappresenta un ripensamento fondamentale della politica commerciale degli Stati Uniti su una scala mai vista dal periodo successivo alla seconda guerra mondiale, quando gli Stati Uniti e altre nazioni nel 1947 firmarono il General Agreement on Tariffs and Trade, un trattato volto ad abbassare le tariffe e le barriere commerciali tra le nazioni. Trump e il suo team hanno affermato che i partner commerciali degli Stati Uniti hanno tratto vantaggio da quel sistema, nonostante il ruolo guida degli Stati Uniti nella sua creazione, e che le loro azioni mirano a garantire un trattamento equo per le aziende e i beni americani.(riproduzione riservata)
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