Nuova minaccia all’università di Harvard da pare del presidente americano Donald Trump. «Toglieremo le esenzioni fiscali all’università di Harvard. È quello che si meritano!», ha scritto Trump su Truth Social, senza specificare altro.
Le parole del tycoon arrivano dopo che Harvard ha intentato una causa federale contro l’amministrazione Trump, sostenendo che il governo ha violato i diritti costituzionali dell’università, perché ha congelato miliardi di dollari di finanziamenti federali e messo a repentaglio la sua indipendenza accademica.
Trump ha preso di mira Harvard e altre importanti università, sospendendo o congelando miliardi di dollari in sovvenzioni e contratti federali. Una nuova task force governativa sta indagando per verificare se le università siano riuscite a proteggere adeguatamente gli studenti ebrei durante le proteste pro-palestinesi nei campus lo scorso anno e sta anche cercando di spingere Harvard a integrare idee conservatrici nei suoi programmi.
Il Wall Street Journal riporta che le dichiarazioni di Trump sullo status di esenzione fiscale di Harvard violano una norma che vieta al presidente e ad altri alti funzionari di chiedere direttamente o indirettamente all’Internal Revenue Service di condurre o interrompere una verifica o altre indagini fiscali su un singolo contribuente.
Harvard gode di uno status di esenzione fiscale come istituto scolastico, il che significa che non paga imposte sul reddito su alcun utile netto e che i suoi donatori possono ottenere detrazioni fiscali. Tale status può essere revocato dopo una verifica che accerti se un ente esente da imposte viola le norme e non è chiaro quale argomentazione l’amministrazione Trump potrebbe avanzare contro Harvard.
Più di 40 anni fa, la Corte Suprema confermò la decisione dell’Irs di revocare l’esenzione fiscale alla Bob Jones University a causa delle sue politiche discriminatorie e razziali.
Forte della sua storia iniziata nel 1636 con John Harvard, dell’influenza degli ex alunni tra cui figurano capi di Stato o premi Nobel e di un patrimonio economico attorno ai 53 miliardi di dollari, Harvard ha ribadito che «nessun governo, di qualunque colore politico, ha il diritto di imporre cosa insegnare, chi assumere o quali idee ammettere nei campus». A rafforzare la linea del rifiuto è inoltre arrivato il sostegno di altri atenei: la Columbia University, dopo una temporanea apertura, si è allineata ad Harvard. Stanford ha parlato di «obiezioni radicate nella tradizione americana di libertà accademica». Anche l’ex presidente Barack Obama ha lodato la scelta di Harvard come un «esempio per tutte le istituzioni». Nel frattempo, però, proseguono gli episodi di pressione: altri istituti come Princeton, Brown e Cornell sono sotto revisione o già colpiti da tagli.
(riproduzione riservata)