Ancora nulla di ufficiale, ma l’ipotesi dell’arrivo di Donald Trump in Italia in occasione delle Olimpiadi sta prendendo corpo.
Pare che il presidente Usa voglia assistere all’eventuale finale di hockey giocata dagli Usa, in programma all’Arena di Santa Giulia alle 14.10 di domenica 22 febbraio.
Il vicepresidente JD Vance ha partecipato agli incontri istituzionali, alla Cerimonia d’Apertura e a eventi privati (come la visita al Cenacolo Vinciano e alcune cene in ristoranti della città) durante i primi giorni delle Olimpiadi.
In quell’occasione il numero due Usa è stato accompagnato da un importante numero di agenti e le misure di sicurezza hanno paralizzato la città per motivi di sicurezza.
Prefettura e Questura sono state avvisate della possibilità che Donald Trump arrivi in Italia.
Una delle ipotesi sul tavolo consiste in un arrivo diretto a Santa Giulia in occasione della finale di hockey e un immediato trasferimento a Verona, dove nella stessa serata si terrà la cerimonia di chiusura dei Giochi.
La seconda possibilità prevede invece l’arrivo del tycoon nella serata di sabato, il pernottamento in città (Vance ha alloggiato all’hotel Gallia di piazza Duca d’Aosta, di fianco a stazione Centrale), poi la partita a Santa Giulia e la cerimonia all’Arena scaligera.
Tutto dipende quindi dal percorso olimpico della nazionale di hockey a stelle e strisce. La squadra, attualmente qualificata ai quarti di finale, è una delle favorite per arrivare fino all’ultima partita del torneo. L’eventuale semifinale sarà venerdì 20: lì si avrà la certezza della presenza o meno del presidente Usa a Milano. Nel frattempo l’Air Force One scalda i motori.
Proprio perché lo sport, e le Olimpiadi in particolare, si sono sempre intrecciati con fatti considerati più importanti come geopolitica ed economia, gli eventi olimpici potrebbero regalare ai posteri una storia nella storia.
Se gli Usa sono tra i favoriti per arrivare in finale, infatti, l’altra contendente più probabile, che scenderebbe in campo sotto gli occhi del presidente americano, è il Canada.
Quel «51° Stato», secondo le mire di Trump, che ha dimostrato fermezza nei propri valori grazie alle parole del suo presidente Mark Carney, contro le azioni e le dichiarazioni di del Tycoon, e che potrebbe dare vita a uno degli eventi olimpici più carichi di significato di questa edizione dei Giochi. (riproduzione riservata)