Il telefono squilla, una voce si presenta e parla di bollette non pagate, di aggiornamenti urgenti, di offerte irripetibili. In realtà, potrebbe essere l’inizio di una truffa. Solo lo scorso anno, infatti, quasi 3,9 milioni di italiani sono caduti vittime (o hanno rischiato grosso) di frodi legate alla telefonia fissa o mobile.
Lo rivela un’indagine condotta da mUp Research per Facile.it, che stima in 628 milioni di euro il danno economico complessivo: 124 euro in media per la telefonia mobile, 157 per quella fissa.
A tendere le trappole, nel 63% dei casi, sono stati finti call center, seguiti da false email e messaggi truffaldini via Sms o WhatsApp, canali sempre più sfruttati per ingannare gli utenti.
Nonostante le perdite, oltre la metà delle vittime (52%) ha scelto di non denunciare, spesso per vergogna o per paura di essere giudicata «ingenua».
Facile.it ha stilato un vademecum per difendersi dalle frodi.
Il primo punto sconsiglia di effettuare pagamenti in contanti in loco richiesti da presunti tecnici che bussano alla porta: le compagnie di telecomunicazione non prevedono mai il pagamento dei servizi sul posto, ma gestiscono il tutto tramite bollettini, bonifici o carta di credito.
Tra gli inganni più frequenti si trova anche la chiamata di un finto operatore che sostiene di aver riscontrato bollette non pagate. Il truffatore, con tono professionale, chiede di «verificare» il pagamento fornendo Iban o codice di migrazione. Il consiglio è di non fornire mai alcun dato sensibile, in presenza di dubbi. Le chiamate sono spesso registrate e c’è il rischio che con un semplice taglio e montaggio della registrazione ci si ritrovi con un contratto non richiesto.
Ci sono anche casi in cui il truffatore si spaccia per un consulente e insiste per fissare un appuntamento di persona. Spesso il linguaggio tecnico e l’apparente competenza confondono la vittima, soprattutto se anziana, inducendola a fidarsi. Una volta in casa, i truffatori possono chiedere numeri di carta di credito o approfittare della distrazione per compiere furti. Il suggerimento è di non accettare incontri diretti con chi dice di rappresentare un operatore telefonico. Le aziende gestiscono tutto a distanza e ogni offerta può essere verificata online.
Mai richiamare, poi, quei numeri in cui la linea cade subito dopo aver risposto. Potrebbe trattarsi di uno stratagemma per prelevare il credito del cellulare.
Infine, non abbassare la guardia nemmeno di fronte a email o messaggi (anche su Whatsapp) sospetti: link che invitano a verificare pagamenti, messaggi che promettono sconti o premi. Basta un clic per finire su siti falsi o concedere l’accesso ai propri dati. (riproduzione riservata)